lunedì, dicembre 11, 2017
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“Sciopero della fame per riportare in Italia le mie bambine”

Figlie rapite e condotte illegalmente in Slovacchia, padre disperato: “Giustizia a tutti i costi” 

 

di Lucia Mosca

Nel giorno della Festa del papà, un padre, ormai disilluso dalla giustizia italiana e slovacca, a cui è stato tolto tutto, anche la possibilità di vedere regolarmente le proprie bambine, annuncia uno sciopero della fame a oltranza finché non gli verrà assicurato di poter riavere con sé le proprie figlie. Si tratta di Emiliano Russo, 41 anni, di Limbadi (Vibo Valentia), un tempo noto musicista di piano bar, ora affetto da miastenia, malattia neurologica ad andamento cronico che gli ha preso gli arti. Non vede le proprie bambine da 1265 giorni. “Mi sono affidato alla giustizia italiana – dichiara -, che si è comportata come Ponzio Pilato”. “Voglio che le mie bambine – aggiunge – tornino immediatamente a casa da me, in Italia, come è giusto che sia”.

Emiliano si unisce in matrimonio a Limbadi con rito civile alla donna slovacca con cui conviveva già da diversi anni nel 2004.

Nell’ottobre del 2013, a seguito di una discussione incentrata sul fatto che si paventava l’idea di portare per un pò di tempo in Slovacchia le bambine dalla nonna, la donna chiama i carabinieri denunciando un presunto maltrattamento in famiglia da parte del marito Emiliano. L’uomo viene arrestato e mandato ai domiciliari a casa della madre per due giorni. Accertati i reali fatti, e constatato che la donna non aveva neanche un graffio, Emiliano viene immediatamente rimesso in libertà. “Sono uscito da questa storia assurda – ricorda – pensando di riabbracciare le bambine e chiarire tutto con mia moglie. Invece, una volta tornato a casa, l’ho trovata vuota. Mia moglie e le figlie erano sparite. Non c’era più neanche l’auto”. Erano spariti anche soldi e oro, oltre ai vestiti.

“Ho provato a chiamarla – racconta Emiliano – senza avere risposta. Dopo tre giorni, sono andato con mia madre dalla Polizia ed ho dovuto denunciare mia moglie per sottrazione di minori. All’inizio ho pensato che fosse a Pisa dalla sorella. Ma lì non c’era. Allora ho fornito l’indirizzo di mia suocera in Slovacchia. Dopo la verifica dell’Europol, è venuto fuori che le bambine stavano bene e che erano in compagnia della madre e della nonna. A questo punto era chiaro che si trattava di sottrazione internazionale di minori”. A seguito di accertamenti personali da parte di Emiliano, il quadro comincia via, via a delinearsi: la donna era stata accompagnata in Slovacchia dal fratello, che era venuto a prenderla. “Quindi – spiega l’uomo – aveva inscenato il maltrattamento per andarsene”.

L’indomani Emiliano torna dalla Polizia, scrive all’Autorità centrale Italiana del Ministero della Giustizia per la sottrazione internazionali di minori e compila i moduli interamente in inglese. “I primi 5 mesi – aggiunge – sono andati via così, tra rassicurazioni sul fatto che le bambine sarebbero state rimpatriate e comunicazioni che la signora avrebbe provveduto a sistemare la cosa. Nel frattempo io non sentivo mia moglie neppure telefonicamente”.
Tramite un’amica, l’uomo le fa arrivare la notizia di averla denunciata. Solo a questo punto la donna lo contatta telefonicamente: “Se mi hai denunciato, non ti farò più sentire le bambine”. “Ho chiamato l’Autorità centrale  – ricorda ancora Emiliano – ed ho parlato con un “tutor”. Mi fu detto che mi sarei dovuto dimenticare per un lungo periodo delle mie bambine e che quando si provava a comunicare con la Slovacchia era come trovarsi di fronte un muro di gomma. Dopo non molto tempo mi fu riferito che le bambine si stavano ormai ambientando dov’erano”. Emiliano va in tilt, parte per la Slovacchia. Una volta sul posto, però, scopre di essere stato denunciato per minacce dalla moglie ed è costretto a rientrare in Italia. Siamo ormai nel 2015. L’uomo si rimette a lavorare, mette da parte un po’ di soldi e contatta la moglie per chiederle di vedere le bambine ed offrire il proprio aiuto economico. “Poi vediamo – le avrebbe risposto lei -, ma se vuoi vedere le bambine devi ritirare le denunce alle Unità centrali”. Emiliano fa come richiesto e a novembre parte per la Slovacchia. Chiama la moglie prima di arrivare da un’area di parcheggio, dove rimane per ore in attesa di risposta. Il telefono squilla solo in serata. La donna gli dice di tornare indietro. Emiliano si rimette invece in viaggio e si fa trovare davanti casa alle 5 del mattino. Gli viene intimato di andare in albergo in una città vicina in attesa di un contatto telefonico. “Mi disse – racconta Emiliano – di presentarmi la mattina dopo in un luogo protetto di cui mi fornì l’indirizzo per vedere le bambine. Lì trovai un signore che parlava italiano che mi spiegò tutto: mia moglie aveva chiesto di essere seguita dalla loro struttura, in quanto ero stato definito pericoloso. Mi fecero vedere le bambine solo per un quarto d’ora. Mi corsero incontro. Fu un momento emozionante. Poi tornai in Calabria. Durante il viaggio pensai anche di farla finita”.

“Ad oggi – conclude – non ho neanche una foto aggiornata delle mie bambine, che hanno 8 e 9 anni. Ho dovuto chiudere con mia moglie perchè altrimenti, mi è stato detto, avrei potuto subire altri guai. Da lei ho ricevuto anche le carte per la separazione e mi stanno giudicando e, probabilmente, “condannando” in Slovacchia, dove i tre gradi processuali vengono esaminati dal medesimo magistrato con le conseguenze che ognuno può immaginare. In questo caso, potrei vedere le bambine 15 ore ogni tre mesi, 60 ore all’anno. Mia moglie mi ha tolto tutto: soldi, figlie, la voglia di vivere. Ora sto quasi sempre a letto a causa della miastenia e non posso più suonare. Ma sono credente e prego Dio ogni giorno. Ho due figlie orfane di padre vivo. Ho fatto più di 30mila chilometri per non vedere le mie bambine. Mi è stata tolta la patria potestà e la residenza è stata spostata dall’Italia alla Slovacchia senza che io sapessi nulla. Questo grazie al fatto che ritirai la denuncia alle Unità centrali”.

Lo sciopero della fame avrà inizio domani ad oltranza. “Andrò avanti – dichiara Emiliano – fino a quando non si farà realmente qualcosa dall’Italia per sanare questa enorme ingiustizia. Fino a quando non avrò la prova che le mie bambine stanno tornando da me”.

7 thoughts on ““Sciopero della fame per riportare in Italia le mie bambine”

  1. Emiliano amico mio mi spiace che stai così. Mi spiace che non suoni più la musica era la tua vita. Ti auguro di portare la tue bimbe in Italia xro x favore x amore loro e x il tuo papà che non vorrebbe vederti così. Ti auguro di riprenderti presto. Un abbraccio da una amica che ti vuole bene.

  2. Carissimo Emiliano, a te la mia e più profonda stima ed ammirazione, cercherò di aiutarti il più possibile, siamo tutti sulla stessa barca con il dramma dei figli rapiti in Slovacchia, siamo troppi in Italia ed anche in Europa e nel mondo, in ogni modo si forte ed abbi cura di te!

  3. Ti capisco e mi dispiace tanto, anch’io non vedo mia figlia da quasi 14 mesi, la madre l ha portata via in Polonia e per puro miracolo non e’ riuscita a portare via mio figlio (che vive con me}, di fatto ha diviso i fratelli.
    adesso le prova tutte per avere pure mio figlio con lei ( l estate scorsa e’ venuta in Italia con tre uomini polacchi per rapirlo), ma avevo capito tutto e sono riuscito a evitarlo.
    Non posso andare in Polonia per vedere mia figlia in quanto mi ha fatto delle denunce di violenze nei confronti dei miei figli (ovviamente false) e poi sono stato pure minacciato, se metto piede li’ in Polonia chissà’ cosa mi aspetta, di certo non mi farebbe vedere mia figlia.
    Ti capisco eccome, la situazione e’ difficile anche perche’ il blocco dei paesi dell’est Europa e’ composto da stati che pur se hanno aderito alle convenzioni dell Aja e di Bruxelles II-bis li applicano poco e niente.
    Lunica speranza e’ che le autorità’ italiane prendano di petto queste situazioni che ormai sono all ‘ordine del giorno
    Un caro saluto

    1. Non illuderti le autorità italiane se ne lavano le mani quando non ti prendono in giro.A me è successo così.la mia ex italiana si è rifugiata nel Principato di Monaco e se ne frega delle condanne italiane per sottrazione di minori

  4. Ho vissuto lo stesso dramma di Emiliano dal 2011 al 2014, con 2 bambini rapiti dalla madre mentre mi trovavo all’estero per lavoro e portati in Slovacchia. So bene come ci si sente, ma non bisogna perdere mai la forza e la speranza. E’ dura, durissima ma bisogna conservare la forza per lottare sempre, ad oltranza. Sono stati anni tremendi, ma ora i bambini sono tornati in Italia, dove vivono con me e possono vedere la loro mamma come e quando vogliono. caro Emiliano alle tue bambine ora serve un padre forte e disposto ancora a lottare, ecco perchè ti prego di sospendere lo sciopero della fame e di unirti agli altri genitori che combattono per il bene dei loro figli. La Slovacchia è uno stato canaglia, che ostacola in tutti i modi il rimpatrio dei bambini sottratti dai loro cittadini. Una vergogna! L’unica soluzione è quella politica: il Ministro degli Esteri ed il Presidente italiano devono intervenire con i loro omologhi slovacchi e richiedere con forza il rispetto dei trattati internazionali per la difesa dei minori. Ti abbraccio forte.

  5. I am also in the same situation and fighting for the return of my 22 month old boy who was taken by my Ex partner for a “Holiday” to Slovakia in December 6th and was supposed to come home on 19th December, she id did not return, I have done everything I can with the Central Authorities and find that Slovakia just delay things and do not follow the agreements of Hague and Brussels iia, It is crazy how much they are being allowed to get away with, And how little it seems that other EU member states can do to implement the return of abducted Children, It is now 105 days for me since I have seen my little boy and both him and me are losing very special times together which should last for his whole lifetime, This was not his or my choice, This was the decision of his mother because she was not happy apparently, So My son and me and his brother and sister must suffer because of this, We are all with you Emiliano and even though you are desperate and feel there is no other way, This is NOT the way, Your children need you now and in the future, It is for the politicians to do this and that is where the pressure must be put, Keep strong and you will prevail

  6. Caro Emiliano,
    Ti voglio un bene dell’anima. Il mio cuore piange per te. Spero tu riabbracci presto le tue piccole. Non posso immaginare il dolore!
    Un bacio

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