lunedì, dicembre 11, 2017
Home > Mondo > Yemen, scafista costringe migranti a gettarsi dall’imbarcazione: 50 morti

Yemen, scafista costringe migranti a gettarsi dall’imbarcazione: 50 morti

Uno scandalo senza precedenti, che la dice lunga sullo spirito umanitario di chi si proclama Caronte delle anime e le traghetta per la loro presunta salvezza. Crudeltà e orrore sono state protagoniste negli ultimi due giorni di fronte alle coste dello Yemen.

Secondo quanto riportato da l’Oim, l’agenzia dell’Onu per le migrazioni, fino a 180 migranti sono stati costretti giovedì dagli scafisti a gettarsi in mare dal barcone su cui viaggiavano davanti alle coste dello Yemen: finora 5 corpi sono stati recuperati e circa 50 persone sono ritenute disperse.

L’episodio segue quello denunciato mercoledì, sempre nella stessa zona, in cui almeno 50 migranti sono morti affogati, lasciati deliberatamente annegare dallo scafista che li stava trasportando. Sulla barca erano quasi tutti giovanissimi (anche bambini) e l’obiettivo era quello di mettere piede sulle coste dello Yemen per poi raggiungere i paesi del Golfo persico.

Lo scafista avrebbe deliberatamente spinto fisicamente adolescenti e bambini in mare, provocandone la morte. Per quanto riguarda il primo episodio, denunciato dall’Oim, sul barcone si sarebbero trovati un centinaio di migranti, quasi tutti somali ed etiopi. Almeno 50 di loro sono morti, tra loro anche dei bambini.

I corpi senza vita sono stati ritrovati, in sepolture improvvisate sulle coste dello Yemen a Shabua, dal personale dell’Oim impegnato in un pattugliamento di routine. Erano stati sepolti velocemente dai sopravvissuti che avevano raggiunto a nuoto la costa. Sono 27 i superstiti che si sono fermati sulla spiaggia soccorsi dall’organizzazione umanitaria, mentre altri erano già andati via. Le loro testimonianze sono agghiaccianti.

Un orrore, questo, che non ha e non deve trovare giustificazioni. Bimbi e adolescenti spinti a forza in mare gridano vendetta di fronte a Dio e di fronte agli uomini. Persone che cercavano solo speranza hanno trovato la morte per mano del loro presunto salvatore. Non c’è nulla da dire, se non che in nome di nulla e nessuno si possono addurre spiegazioni razionali relativamente ad un atto di sconsiderato egoismo e di fredda crudeltà che hanno fatto leva sulla necessità di esseri viventi di sperare in una vita migliore. Cercandola, hanno trovato la morte. Lo scafista non aveva alcun interesse nel tutelare le loro vite. La sua mano e la sua testa erano solo guidati da interessi economici e personali. E siamo noi a permettere tutto questo.

 “L’età media dei passeggeri sulla barca era di 16 anni –  fanno sapere dall’Oim – , i sopravvissuti ci hanno anche detto che il contrabbandiere è già tornato in Somalia per continuare la sua attività e per raccogliere più migranti da portare in Yemen sulla stessa rotta”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: