lunedì, dicembre 11, 2017
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Kim Jong-un contro Donald Trump: l’escalation del delirio di onnipotenza

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Botta e risposta senza esclusione di colpi tra Kim Jong-un e Donald Trump. La tensione è ormai alle stelle, il processo irreversibile. Si sta tentando la strada diplomatica, ma la via percorsa negli ultimi giorni non lascia ben sperare. Ci troviamo di fronte due leader invasati di potere che si danno addosso per dimostrare ognuno nei confronti dell’altro la propria superiorità.

Quello che non riescono o che non vogliono comprendere è che guidare un Paese richiede calma, freddezza, determinazione, lucidità e soprattutto l’astuzia, riconosciuta come dote necessaria secoli fa da Machiavelli ne il “Principe”. Purtroppo viviamo un’epoca in cui di principesco non è rimasto più nulla, in cui l’ignoranza ed il grottesco la fanno da padroni.  “Le misure militari sono ora state allestite in pieno e pronte a colpire, in caso la Corea del Nord agisse incautamente. Speriamo che Kim Jong Un trovi un’altra strada”. Così il presidente Donald Trump su Twitter.

“Il presidente Trump ci sta portando sull’orlo di una guerra nucleare”. Lo ha affermato il regime di Pyongyang con una dichiarazione diffusa dall’agenzia nordcoreana Kcna poco prima dell’ultimo tweet del presidente americano. “Vi spazzeremo via – si legge nel testo diffuso dai media Usa – vi cancelleremo dalla faccia della terra. Il comportamento isterico e imprudente di Trump potrebbe ridurre gli Usa in cenere ogni momento”.

Ma la Cina rinnova l’invito alla reale e concreta moderazione di fronte al duro scontro in atto tra Usa e Corea del Nord: “Tutte le parti dovrebbero fare di più per allentare le tensioni e evitando di prendere iniziative sulla dimostrazione di forza”, ha commentato in una nota il portavoce del ministero degli Esteri Geng Shuang, diffusa dopo il proposito della Corea del Nord di attacco militare contro Guam. Confermato, infine, il giudizio su una situazione “complessa e sensibile”.

“Non c’è una soluzione militare nella crisi con la Corea del Nord” e la retorica dell’escalation “è la risposta sbagliata”. Così Angela Merkel.

Il numero uno del Pentagono, James Mattis, aveva provato a smorzare i toni del confronto tra Stati Uniti e Corea del Nord, spiegando che l’amministrazione Trump è al lavoro con i suoi alleati per trovare una soluzione diplomatica alla crisi. Diverse le parole del presidente che aveva avvertito Pyongyang: “Stiano attenti o saranno guai”.

Nel frattempo è previsto l’attacco per ferragosto alla base di Guam da parte della Corea del Nord. E non è escluso che la cosa possa verificarsi davvero.

Lucia Mosca

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