lunedì, dicembre 11, 2017
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CATALOGNA, SI APRE IL FRONTE DEL DIALOGO CON MADRID

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Proclamata e subito dopo sospesa la dichiarazione d’indipendenza della Catalogna. Si apre così il dialogo con Madrid, che però respinge quello che viene definito un “inammissibile ricatto”. Nella giornata di oggi si svolgerà una riunione d’emergenza del governo spagnolo in sessione straordinaria per decidere come si dovrà reagire alla dichiarazione di indipendenza catalana.

La dichiarazione d’indipendenza della Catalogna

Se il governo spagnolo dovesse decidere di applicare l’art.155 della costituzione contro la Catalogna, questa proseguirà sulla via dell’indipendenza. Questo quanto affermato dal portavoce dell’esecutivo catalano Jordi Turull.  La Catalogna ieri si è dichiarata indipendente, ma solo per un minuto. Alle 19.41 il presidente Carles Puigdemont ha proclamato la Repubblica catalana. Alle 19.42 ha sospeso la secessione, per tentare “una tappa di dialogo” con Madrid.

Alla dichiarazione si è arrivati dopo ore di trattative al vetriolo con le varie componenti del fronte indipendentista. Raggiunto dagli appelli da tutto il mondo perché evitasse un gesto “irreparabile”, il leader catalano ha infine deciso di optare per la ‘formula slovena’. Così aveva fatto Lubiana al momento della separazione da Belgrado: aveva dichiarato l’indipendenza, ma l’aveva sospesa per sei mesi, per arrivare a un divorzio negoziato con Belgrado.

Il cammino percorso dal governo secessionista catalano degno di nota. E’ riuscito a tenere il referendum nonostante la repressione di Madrid, rendendo la causa catalana popolare nel mondo, grazie anche allo shock delle immagini delle cariche della polizia spagnola contro la folla ai seggi. Ma sul cammino della vera indipendenza, il difficile inizia ora. Perché la Catalogna possa diventare davvero una Repubblica in grado di reggersi sulle sue gambe, un accordo con Madrid sembra necessario. Come avevano capito i dirigenti sloveni. Puigdemont oggi ha teso ancora una volta la mano a Madrid.

“Non abbiamo nulla contro la Spagna e contro gli spagnoli. Anzi, vogliamo capirci meglio. Non siamo delinquenti, pazzi o golpisti, siamo gente normale che vuole poter votare”, ha detto in spagnolo. Il ‘president’ ha ricordato l’infelice vicenda dello ‘statuto catalano’ del 2006, ratificato dal popolo della Catalogna e poi bocciato nel 2010 dalla Corte costituzionale spagnola, “i cui giudici sono eletti dai due grandi partiti” di Madrid, Pp e Psoe. Così la Catalogna, ha accusato, è stata “umiliata”. Da allora sono iniziate le marce oceaniche per l’indipendenza a Barcellona, e la corsa al referendum. La sospensione della dichiarazione di indipendenza deve permettere uno spazio di dialogo, ha auspicato Puigdemont. L’obiettivo è arrivare a un compromesso con Madrid. Ma, sembra di capire, non sarà affatto semplice.

Nel mentre “L’Italia ritiene inaccettabile la dichiarazione unilaterale di indipendenza e rigetta ogni escalation. Esprimiamo la nostra fiducia nella capacità del governo spagnolo di tutelare l’ordine e la legalità costituzionali e, di conseguenza, di garantire il rispetto dei diritti di tutti i cittadini”. Questa la posizione espressa ieri sera dal ministro degli Esteri Angelino Alfano.

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