lunedì, dicembre 11, 2017
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“Buongiorno, rivoluzione?” Pappalardo a Roma per cacciare gli “abusivi”

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ROMA  – Che cosa dire. In molti ci speravano. In molti speravano che il generale Pappalardo, a Roma ieri per cacciare gli “abusivi”, riuscisse clamorosamente e subito nell’intento. Perché, diciamocelo, la solita stucchevole politica fine a se stessa è diventata nauseabonda. Qualsiasi novità, come è stato per l’affermazione del M5S, viene così vista con favore. Certo, si è trattato di un evento non sufficientemente pubblicizzato, non sufficientemente raccontato. E forse anche, nel suo, dalle possibili, molteplici interpretazioni. Nel senso che in molti si sono chiesti se fosse possibile far sciogliere le Camere chiedendo con cortesia agli “abusivi” di andarsene.

C’è chi risponde, giustamente, che non è con la violenza che si può procedere, perché si passerebbe dalla parte del torto. Una cosa è certa: ieri il generale Pappalardo c’era. “Sono un carabiniere, voglio il ripristino della legalità”, ha detto, annunciando un sit-in ad oltranza finché non ci sarà lo scioglimento del Parlamento come “esecuzione della sentenza della Corte Costituzionale”. Non è ancora finita, quindi. E magari qualcosa si muoverà davvero. In ogni caso, a prescindere dalla riuscita o meno del tutto, bisogna considerare che il coraggio è una dote da apprezzare. E che è troppo semplice commentare gli eventi comodamente seduti a casa mentre si attende che qualcuno faccia per noi la rivoluzione.

“Ho dato notizia  – ha spiegato Pappalardo – al responsabile della sicurezza pubblica della decisione del popolo sovrano di fare eseguire la sentenza nei confronti degli abusivi. Noi non ce ne andiamo di qui fino a che la sentenza non verrà eseguita”.  Il leader del Movimento Liberazione Italia da lui stesso fondato, che non ha nulla a che fare con il movimento dei Forconi, ha diffidato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che non scioglie le Camere. E punta il tutto per tutto, chiedendo la rimozione dei parlamentari “abusivi”. Ed ecco slogan, tamburi, fischietti, grida di “ladri-ladri”.

 

 

 

 

 

 

 

 

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