lunedì, dicembre 11, 2017
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Alfano non si candida, Pisapia molla: Renzi sempre più solo

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Due mosse che spiazzano Renzi in un solo colpo: Pisapia molla, Alfano non si candida. In tutto questo l’unica cosa certa è che la coalizione perseguita attraverso una legge elettorale discussa e discutibile, ora non esiste più. E si ricomincia da zero.

Era del 25 novembre la notizia, poi subito smentita, proveniente dal convegno dei cattolici democratici in svolgimento a Roma all’Istituto Don Sturzo che l’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia – pur proclamandosi nel contempo “molto di sinistra” – avrebbe aperto ad una alleanza elettorale con Angelino Alfano ed Alternativa popolare (o almeno con quello che ne sarebbe rimasto).

Il tutto era poi stato seguito da una repentina marcia indietro delle stesso Pisapia che smentiva di aver mai dichiarato l’intento di una tale apertura nei confronti di Alfano.

Nel frattempo però già numerosi – e frettolosi – esponenti renziani si erano precipitati a festeggiare la lieta novella. “Noi vogliamo costruire un campo aperto, largo e progressista” aveva detto Pisapia, non escludendo possibili accordi con la citata Alternativa polare.

Pisapia aveva poi osservato: “Veniamo dalla sinistra e saremo capaci di mettere insieme centro e sinistra per costruire un nuovo centrosinistra”. Si sarebbe atteso quindi solo la risposta di Alfano, reggente di un partito con pochi e traballanti ma pur sempre percorso dall’angoscioso dubbio tra un apparentamento con la sinistra o una corsa in solitaria.

Subito dopo Pisapia aveva pronunciato il fatidico dietro-front.  “La notizia che avrei detto sì ad Alfano è completamente inventata”. Peccato però che il citato malinteso avesse già indotto molti democratici a sciogliere le campane per festeggiare la novità epocale.

Alfano, passato dal ruolo di delfino di Berlusconi senza però il quid all’abbraccio a Renzi come nuovo punto di riferimento, agli annunci dell’intenzione di svuotare Forza Italia dei suoi parlamentari da traghettare poi nel centrosinistra dove partecipare alle sorti magnifiche e progressive del Renzismo trionfante, ora ha deciso di non candidarsi.

Come sia finito poi questo geniale ed ambizioso progetto politico è sotto gli occhi di tutti: Alfano è stato asfaltato dagli elettori in casa propria, finendo trombato nella sua Sicilia dove – pur reduce dagli incarichi di ministro della Giustizia, degli Interni e poi degli Esteri – non è nemmeno riuscito a superare la soglia di sbarramento restando fuori dalla Assemblea Regionale Siciliana con un partito come quello di Alternativa Popolare che perde pezzi ogni giorno. Ma alla fine la montagna non ha partorito nemmeno il proverbiale topolino: Pisapia ed Alfano si sono defilati ed il buon Matteo Renzi è rimasto da solo con un cerino in mano.

 

Gianni Brandi

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