sabato, Settembre 19, 2020
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Dal pesce fritto alla frutta – ecco come cambia l’Italia

        E De Luca disse: più pesce fritto per tutti  

 Nel frattempo l’Italia è arrivata alla frutta

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Sembrerebbe una scena tratta dal film “Qualunquemente” e ci si potrebbe anche ridere sopra se non fosse per il fatto che tutto ciò appartiene alla nostra triste realtà di italiani in un Paese ormai allo sbando. O, per meglio dire, alla frutta. Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, è stato iscritto nel registro degli indagati per l’ipotesi di istigazione al voto di scambio in relazione alle sollecitazioni fatte per il “sì” al referendum in un incontro con i sindaci poco prima della consultazione. Nell’occasione, De Luca avrebbe detto loro di comunicare poi per iscritto l’indicazione dei voti acquisiti spingendoli ad offrire addirittura fritture di pesce piuttosto che gite in barca per convincere gli elettori a dire sì. Secondo De Luca, si sarebbe trattato di “battute goliardiche”. Tuttavia, anche se così fosse, quello che emerge in maniera netta è la scarsa considerazione della volontà dei cittadini, il cui valore, a quanto pare, sarebbe assimilabile a quello di un frittura di pesce. Intanto i parassiti di Stato continuano ad ingozzarsi e l’Italia è sull’orlo del baratro. Ma di questo, ovviamente, non importa nulla a nessuno. Al vaglio degli inquirenti ci sarebbe anche il ruolo di commissario in pectore della sanità campana con cui De Luca si presentò alla platea; il riferimento ai laboratori («ci sono 400 laboratori, sono tanti voti») come agli studi professionali non sarebbe stato una casualità. La furibonda reazione ad un certo modo di concepire la politica arriva all’improvviso e senza mezzi termini dal movimento dei Forconi a danno dell’ex deputato di Forza Italia Osvaldo Napoli nei pressi di Montecitorio.  Ieri mattina l’aggressione. “Sono solo delinquenti incalliti – ha dichiarato l’ex parlamentare -. È una brutta vicenda”. Il movimento si era dato appuntamento in piazza Montecitorio per protestare contro il governo e con l’intento di «arrestare» un politico. Una volta riconosciuto Napoli gli hanno letto un articolo del codice penale ed hanno tentato di bloccarlo. Solo l’intervento dei carabinieri è riuscito a “liberare” l’ex deputato, che si è poi rifugiato in un bar. Il Paese più tassato d’Europa per avere solo disservizi a quanto pare si sta ribellando. Nel mentre, ci aspettiamo che prima o poi, prendendo spunto da Cetto Laqualunque, a qualcuno dei nostri politici venga in mente di proporre “chiù pilu pi tutti” per assicurarsi i voti degli elettori.

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994 al 2015 ha collaborato regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero, Il Resto del Carlino, La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Nel 2009 è direttore del quotidiano teramano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Ora direttore della testata giornalistica on line la-notizia.net

3 thoughts on “Dal pesce fritto alla frutta – ecco come cambia l’Italia

  1. Ottimo articolo, vivere nella disgraziata Italia di oggi sembra davvero come trovarsi sul ponte del TITANIC che imbarca acqua e sta affondando mentre nel ristorante della cosiddetta 1° classe si continua a banchettare al suono dell’orchestra….. verrebbe solo da dire: MA PRIMA CLASSE DE CHE???? Unico aspetto positivo è che gli odierni capitani Schettino della nave Italia rappresentata dai vari Renzi, De Luca e compagnia cantante sono già stati sbarcati da bordo o stanno finalmente per esserlo nonostante si ostinino ad aggrapparsi forsennatamente alle poche scialuppe di salvataggio ancora presenti. Complimenti ancora per il nuovo blog e AD MAIORA.

  2. Platone, quasi 2500 anni fa, così si esprimeva nei confronti degli uomini politici del suo tempo: “Di fronte a tali episodi, a uomini siffatti che si occupavano di politica, a tali leggi e costumi, quanto più, col passare degli anni, riflettevo, tanto più mi sembrava difficile dedicarmi alla politica mantenendomi onesto.”
    Politica e corruzione vanno a braccetto da millenni, praticamente un intreccio inseparabile soprattutto a causa dell’indole umana che, come sappiamo, è ben lontana dalla perfezione.
    La corruzione c’è sempre stata e sempre ci sarà, magari temperata dall’innalzarsi della latitudine, almeno nell’emisfero settentrionale, ma comunque inestirpabile.
    Nel caso in questione c’è stato qualche cambiamento nella tecnica, dalle scarpe spaiate di Lauro si è passati alla frittura di pesce, il che tra l’altro denota una maggior fiducia nei confronti dell’elettorato, ma la musica non cambia.
    Anche per questo mi fanno un po’ ridere i grillini che, al grido di onestà, onestà, vorrebbero sovvertire l’ordine naturale delle cose.
    Pertanto non possiamo che tenerci questa democrazia che, per quanto imperfetta, è il minore dei mali rispetto ad altre forme di governo. Non è pessimismo, ma solo sano realismo.

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