sabato, Settembre 19, 2020
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Per una volta possiamo sentirci fieri di essere italiani: buon anno a Luca e Christian, i poliziotti che l’Europa ci invidia

CHIUSO IL 2016, BISESTO E FUNESTO, SPERIAMO IN UN 2017 MIGLIORE

 

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Il graffio della tigre – editoriale 

   Ci siamo finalmente buttati alle spalle il 2016, che per la nostra disgraziata Italia ha rappresentato fino al 23 dicembre l’ennesima triste tappa della autentica “via crucis” che il nostro Paese sta affrontando, devastato da 70 anni di partitocrazia vorace ed incontenibile, condita negli ultimi 5 anni da 4 governi clandestini in quanto non eletti dal popolo sovrano e null’altro intenti se non a spremere come limoni i cittadini perbene ed a vestire gli squallidi panni degli scafisti di Stato da quando – cominciando con la sciagurata iniziativa alfaniana del cosiDdetto MARE NOSTRUM – le nostre forze armate sono state utilizzate per agevolare la traversata delle centinaia di miglia di clandestini che ogni anno sbarcano sulle nostre coste.

   Autentici clandestini, e sedicenti profughi richiedenti asilo, esattamente come Anis Amri, il killer del mercatino di Natale a Berlino: esattamente come quell’Anis Amri che appena sbarcato in Sicilia proveniente dalla Tunisia volle subito distinguersi per l’incendio doloso del Centro di accoglienza dove era stato ricoverato a spese dei contribuenti e per il quale ha scontato 4 anni di ben meritata reclusione nelle nostre carceri ( e sempre a nostre spese).

  Esattamente come quell’Anis Amri che dopo aver massacrato 12 innocenti a Berlino schiacciandoli con un TIR lanciato in una folle corsa contro la folla inerme, e dopo essersi allontanato indisturbato dalla scena del delitto lasciandosi dietro anche il cadavere dell’autista Polacco a cui aveva proditoriamente sottratto il mezzo di trasporto ed aver attraversato mezza Europa in treno, è infine approdato nella notte del 23 dicembre di fronte alla Stazione di Sesto San Giovanni dove, richiesto da due giovani poliziotti in servizio di esibire i propri documenti per un controllo di routine ha tentato ancora di seminare morte fra gli innocenti estraendo a tradimento la pistola dal proprio zainetto e cercando di uccidere Christian e Luca, due ragazzi in divisa che stavano svolgendo il proprio lavoro e che oggi ci rendono finalmente di nuovo ieri di essere Italiani.

   Tutti noi sappiamo come è andata a finire: con Christian colpito a tradimento alla spalla dal terrorista, e con Luca – un giovanissimo agente di polizia in prova – che difende il collega e che colpisce per legittima difesa un Anis Amri ancora assetato di sangue (e ci risuona ancora nell’orecchio il farneticante video promozionale di questo soggetto registrato da un parco nel centro di Berlino, che definisce noi europei come maiali promettendo di trascinarci al macello) stroncando per sempre la follia assassina di costui.

  Luca e Christian, due giovani Italiani valorosi, come i tanti giovani Italiani che sono costretti a lasciare il nostro Paese per esprimere le proprie capacità all’estero, lontano da una terra matrigna che li affama per continuare ad ingrassare i parassiti di Stato, i politici, i faccendieri e tutto il sottobosco degli sprechi e delle ruberie pubbliche.

  Giù il cappello di fronte a Luca e a Christian, che finalmente non ci fanno vergognare più di essere Italiani: dovrebbero vergognarsi invece i tanti politicanti e parassiti che negli ultimi 5 anni hanno avuto la sfrontatezza di definire i nostri giovani bamboccioni, viziati, mammoni o personaggi che è meglio non avere fra i piedi.

  Ma sarà meglio che i parassiti di Stato non dormano più sonni tranquilli: dal 23 dicembre una nuova Italia si è mostrata, che avrà la forza e la volontà di riscattare i 70 anni di partitocrazia che abbiamo alle spalle, e di riportare capacità, coraggio, valore e merito in cima ai valori della nostra Italia, scacciando l’ooportunismo, il conformismo, il servilismo, il clientelismo e tutti i mali che la cattiva politica ha lasciato dilagare.

  Giù il cappello di fronte a Luca, a Christian e a tutti i giovani Italiani perbene che ci fanno sentire orgogliosi del nostro Paese, e corriamo all’opera per risollevare l’Italia e tutta l’Europa della triste ed inetta signora Merkel dall’abisso in cui i politicanti ed i burocrati ci hanno fatto precipitare: non è ancora troppo tardi, basta volerlo.

BUON 2017 AI NOSTRI LETTORI ED A TUTTI GLI ITALIANI

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994 al 2015 ha collaborato regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero, Il Resto del Carlino, La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Nel 2009 è direttore del quotidiano teramano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Ora direttore della testata giornalistica on line la-notizia.net

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