lunedì, Settembre 21, 2020
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DISASTRO ITALIA, APOCALISSE SENZA SPERANZA

                          Tra neve, gelo e scosse di terremoto l’assordante silenzio delle Istituzioni

 

Nessuna tregua per il Centro Italia, flagellato da neve, gelo ed ulteriori scosse di terremoto. La terra continua a tremare, ma la cosa sconvolgente è l’assordante silenzio, nei fatti, delle nostre Istituzioni. Perché parlare, si sa, non è fatica. E’ molto più difficile fare i fatti. Interventi approssimativi o del tutto carenti, sfollati abbandonati a se stessi.  Si ignora spudoratamente lo stato di emergenza come se non esistesse, ed ogni ulteriore emergenza arriva come un fulmine a ciel sereno. Come se fosse la prima volta. E’ questa la verità. Si sarebbero potuti evitare nuovi crolli, si sarebbero potute ripulire zone dalle macerie, si sarebbe potuto fornire un aiuto concreto agli sfollati per riprendere le proprie vite. Invece niente. Solo belle parole. Perché un fatto è chiaro: a chi interessa davvero il futuro dei nostri terremotati? Se esistessero cooperative in grado si lucrare sulla tragedia, probabilmente le cose sarebbero diverse. Ma così non è. Nulla contano le vite spezzate, nulla conta il grido di aiuto di chi non ce la fa più. Siamo governati da uno Stato incivile, ma è quello che meritiamo. Perché non ci siamo mai ribellati. Nel mentre a Farindola, in provincia di Pescara, nell’hotel ‘Rigopiano’ sul Gran Sasso, travolto ieri da una valanga mentre ospitava almeno 22 persone più il personale, è stata estratta la prima vittima. Tuttavia si temono “tanti morti”, secondo quanto riferito dal Soccorso alpino abruzzese che da ieri sera si è messo in marcia con gli sci insieme agli altri per raggiungere l’albergo. La slavina si è staccata dalla montagna molto probabilmente a causa delle scosse di terremoto di ieri mattina. “La valanga è immensa”, confermano i soccorritori.  Il personale dell’albergo e i clienti sarebbero dunque da quasi 24 ore sotto la neve e le macerie. Dentro l’albergo risultano 30 dispersi.

L’hotel sarebbe in parte crollato e in parte sommerso dalla neve. Due persone che si trovavano all’esterno sono state messe in salvo: uno è in stato di ipotermia ed è stato trasferito in ospedale con un elicottero. Le sue condizioni sono definite serie, ma non sarebbe comunque in pericolo di vita.

I mezzi di soccorso, comprese le ambulanze, diretti sono bloccati a circa 9 chilometri dall’albergo. La neve caduta, almeno due metri, impedisce di proseguire. Al momento stanno raggiungendo l’hotel i soccorritori del vigili del fuoco portati con l’elicottero e un mezzo cingolato dei vigili che può caricare fino a 8 persone. I primi ad arrivare nella notte sono stati gli uomini del soccorso alpino della guardia di Finanza che hanno raggiunto l’albergo con gli sci e le pelli di foca.

Maltempo e nuove forti scosse di terremoto tengono in ginocchio tutto il Centro Italia, con paesi sommersi dalla neve e valanghe causate con tutta probabilità dagli eventi sismici. Un uomo è morto sotto un edificio crollato nel Teramano, mentre un altro risulta disperso per una slavina nell’Aquilano. Proseguono intanto le scosse di terremoto, dopo le quattro di magnitudo superiore a 5 registrate ieri: dalla mezzanotte ne sono state registrate oltre 80 (considerando solo quelle di magnitudo non inferiore a 2), tra cui 2 di magnitudo 3.5. A causa del maltempo risultano disalimentate 98 mila utenze elettriche in Abruzzo e 14 mila nelle Marche.

 

“L’emergenza non è il terremoto né i danni in zona rossa, bensì la neve. Abbiamo urgente bisogno di turbine, non bastano gli spazzaneve. Abbiamo frazioni isolate con due metri di neve” è l’allarme lanciato dal sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi. Appello disperato anche dal sindaco di Camerino, nel Maceratese, che però punta il dito contro gli intoppi burocratici e afferma di aver chiesto l’intervento dell’esercito senza però ottenere risposta. “Siamo totalmente abbandonati a noi stessi” denuncia. Situazione di emergenza in tutta la provincia di Teramo, dove ci sono centri isolati per neve, paese senza energia da 48 ore e le autorità chiedono l’intervento dell’esercito e del Genio militare. In particolare, a Teramo, il sindacato dei poliziotti Sappe denuncia una situazione di “paralisi totale” nel carcere di Castrogno dovuta al maltempo e al sisma, con detenuti e personale al gelo e mancanza di elettricità che impedisce di preparare il vitto, ed esprime timori che possano scoppiare disordini. Crolli si sono verificati a Campotosto e Poggio Cancelli, comuni dell’aquilano che si trovano nella zona dell’epicentro. La gente ha scavato nella neve per scappare a causa della paura delle scosse.

Tante le richieste di soccorso e le testimonianze. “Siamo per strada, sommersi dalla neve e non riusciamo nemmeno a scappare. Continuano a esserci scosse e la gente urla per strada. Cerco inutilmente di contattare mia madre che si trova in una struttura di Montereale” è la drammatica testimonianza di Serena Testa, che vive a Marruci, frazione di Pizzoli in provincia dell’Aquila, vicinissima alla zona dell’epicentro delle scosse. Dodici viaggiatori del treno regionale 7100, bloccato lungo la linea ferroviaria Civitanova-Albacina non lontano dalla stazione di San Severino Marche per accertamenti tecnici sulla tratta dopo le scosse di terremoto, sono stati soccorsi da un pullman sostitutivo e hanno potuto riprendere il viaggio verso Macerata. Criticità nella zona di Amatrice.

Ghiaccio e freddo in queste ore minacciano gli animali, molti dei quali intrappolati nella neve. Per salvarli, forze dell’ordine, vigili del fuoco e soccorso alpino sono impegnati in interventi di emergenza. Come nella frazione di Portola, dove i carabinieri forestali di Fiastra (Macerata) sono intervenuti per ripristinare i contatti con un allevamento di 200 capre rimasto isolato a causa della neve. Salvato anche un capriolo in evidente difficoltà. La situazione per la fauna selvatica è critica in generale, perché a causa della spessa coltre di neve gli animali non riescono ad alimentarsi.

“In uno Stato decente – dice il sindaco di Ascoli Piceno Guido Castelli – non è possibile aspettare una giornata intera, e purtroppo invano, turbine e mezzi meccanici in grado di fronteggiare un’emergenza che è talmente grande da non poterla gestire più a livello locale, con le nostre forze. Questi mezzi sono indispensabili per liberare persone bloccate dalla neve”. Il Comune ha messo in campo tutti i propri mezzi e quelli di ditte private. “Di più non ce ne sono; alcuni, sovrautilizzati in queste terribili ore, si sono rotti” aggiunge il sindaco. “Questa è un’emergenza mai vista e comprende un territorio di 160 chilometri quadrati, con 400 chilometri di strade. Dove sta la Protezione civile? Dove sta l’Esercito? Non s’è visto nessuno e questo è inaccettabile soprattutto in un territorio che è già piegato dal terremoto, che è tornato a mettere paura”, conclude. Sedici allevatori dati per “dispersi” fra le scosse e una slavina, poi raggiunti al telefono, in serata portati in salvo da vigili del fuoco e carabinieri a Colle d’Arquata. Quattro stalle crollate sotto il peso della neve in provincia di Macerata, un centinaio di animali morti, 600 mucche e 5 mila pecore al freddo soltanto nelle Marche secondo una stima della Coldiretti, che accusa: “cinque mesi di tempo persi, chi ha sbagliato deve pagare”.

Sì, chi ha sbagliato dovrebbe pagare in un Paese civile, ma l’Italia non lo è. Si consuma sempre più un paradosso ormai grottesco e stucchevole, che non vede mai pagare chi dovrebbe.

Redazione
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