mercoledì, luglio 17, 2019
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“Dateci i mezzi e saremo noi a ricostruire le nostre città”

Appello dei terremotati che hanno bisogno di ricominciare; il punto sul sisma

 

“Forniteci di adeguati strumenti e ridaremo vita noi alle nostre città. Siamo manovali, muratori, abbiamo imprese in grado di portare avanti la ricostruzione con maggiore cura di quanto farebbero estranei titolari dell’aggiudicazione di una gara d’appalto. Basta burocrazia e procedure infinite, dateci i mezzi per ripartire e lo faremo”. Enzo non ci sta. E’ stanco. Vuole riprendere a lavorare e a guadagnarsi il pane come ha sempre fatto. “Stare in hotel va bene – continua – ma che ne sarà del nostro futuro?” Nel mentre una nuova scossa di magnitudo 3.8, con epicentro ad Amatrice, ha provocato ulteriori danni alla Chiesa di Sant’Agostino, che solo dieci giorni fa aveva subito il crollo del campanile. Stavolta a cedere è stata la parte destra dell’edificio. Il Papa ha voluto esprimere tutta la sua vicinanza alle popolazioni colpite dal sisma. “Non manchi loro – ha detto – il costante sostegno delle istituzioni e la comune solidarietà. E per favore qualsiasi tipo di burocrazia non li faccia aspettare e ulteriormente soffrire”. Già, maledetta burocrazia.  A Montereale, dormiva in roulotte dopo il terremoto ed è stato stroncato da un infarto a -17 gradi. Parliamo di  Bruno Anzuini, 52 anni, morto durante la rianimazione. L’uomo era conosciuto da tutti in paese.Per noi – dice il sindaco di Montereale, Massimiliano Giorgi – la morte di Bruno è una tragedia. A me provoca una grande rabbia, perché è una vittima del terremoto. Sì, era malato, ma lo stress di questi giorni, il fatto di dormire nella roulotte, il freddo polare di questi ultimi giorni: non posso evitare di pensare che sia stato questo ad ucciderlo”.

E ora, nello stato di assoluta emergenza in cui versano Marche e Abruzzo, cresce anche la rabbia dei sindaci. Filippo Saltamartini, sindaco di Cingoli, ha abbandonato in segno di protesta il Rettorato dell’Università di Camerino poco prima dell’arrivo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha incontrato i sindaci della provincia di Macerata.

«Pensavamo che ci potesse essere un rapporto dialogico con il presidente – ha detto Saltamartini – invece è ammesso a parlare soltanto un rappresentante dei sindaci e quindi ogni volta che ci sono questi incontri istituzionali siamo solo costretti ad ascoltare, mentre i problemi non vengono risolti. Non è possibile che i rapporti siano di questa natura e per questo ho deciso di andarmene». «Ho un ponte chiuso da tre mesi e delle imprese che stanno chiudendo – aggiunge – e non sappiamo con chi tenere i rapporti istituzionali per manifestare i nostri problemi». Questa la risposta del presidente della Repubblica: “Avete tutto l’appoggio, non soltanto quando evidenziate con forza le esigenze, le carenze e le cose che non vanno, ma anche quando protestate, perché anche questo può essere utile”. Intanto però il tempo passa. E diventa assolutamente prioritario risolvere concretamente i problemi.


 

One thought on ““Dateci i mezzi e saremo noi a ricostruire le nostre città”

  1. Non ho parole,pure legge agevolazione fiscale nel cratere sismico sbagliata…da rifare,come diceva totò::e io pago…

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