domenica, agosto 18, 2019
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8 MARZO, niente MIMOSE: STOP A DISPARITA’ E ABUSI

Una festa dal sapore amaro. Scioperi e proteste in tutta Italia

 

La festa della donna diventa un momento di riflessione e protesta

 

Il graffio della tigre – editoriale

La festa della donna ha oggi più che mai un sapore amaro. Un giorno all’anno in cui si regalano mimose e si fanno auguri alle donne della nostra vita. Ma poi? La sostanza è quella evidenziata dai fatti di cronaca degli ultimi anni, è quella sintetizzata dal recente rapporto dell’Ocse, è quella che noi donne, purtroppo, ci troviamo a vivere tutti i giorni. E qui non si parla di parità. Si parla di rispetto. Rispetto tra esseri umani. E’ vero che c’è donna e donna e che c’è uomo e uomo. Non bisogna generalizzare.

Ci sono donne discutibili e uomini discutibili. Tuttavia il fenomeno di massa è inquietante. Donne sottopagate in ambito lavorativo rispetto agli uomini, non rispettate dai capi che quando va bene si limitano a non considerarle e quando va male fanno i piacioni e “ci provano”. Una donna intelligente ed onesta non sembra essere contemplata nella attuale società. La donna è vittima di abusi, di violenza, il suo corpo viene mercificato e usato. Tutto ciò  in certi casi è anche colpa di noi donne o, meglio, di certe donne. Non sono rari i casi di donne che usano il proprio corpo per fare “carriera”. A discapito di altre che invece lavorano e sudano il quadruplo degli uomini per dimostrare di essere brave. Le donne lavorano, organizzano la spesa, il pranzo, la cura dei figli, le pulizie domestiche, la cura del proprio compagno/marito. E, a fronte di tutto questo, l’unico ringraziamento è un mazzetto di mimose una volta l’anno.


Non c’è rispetto, non c’è amore, così non c’è futuro. Certi uomini ormai uccidono le proprie donne per un nonnulla. La vita della donna vale meno di zero. Eppure loro, gli uomini, dentro di sè sono consapevoli che la propria bestialità rappresenta e decreta la loro inferiorità caratterial/intellettuale. Solo con la forza riescono ad imporsi. Fermiamo questa ondata di violenza, di abusi, di sopraffazione. Meritiamo rispetto e amore. Denunciamo, lottiamo, resistiamo. Siamo donne, esseri umani, lavoratrici, mamme, mogli, compagne. Tutti ruoli importanti che vanno riconosciuti e valorizzati.

E dobbiamo farlo già dal piccolo, ognuna di noi. “Uccidere per troppo amore” non esiste. Si tratta solo di senso del possesso nei riguardi di persone ritenute alla stregua di oggetti. La Giornata internazionale della donna (nota informalmente come Festa della donna) si celebra ogni anno l’8 marzo in molti paesi del mondo. È stata istituita per ricordare i diritti ottenuti dalle donne nell’ultimo secolo e attirare l’attenzione su quelli ancora da ottenere, più di quanto avviene negli altri 364 giorni dell’anno.
Oggi, in occasione della Giornata internazionale della donna, in Italia e in più di trenta paesi del mondo, è stato organizzato un grande sciopero delle donne per protestare contro le forme di disuguaglianza tra uomini e donne tuttora presenti nel mondo. Le donne che parteciperanno non lavoreranno per un giorno e non faranno acquisti, in modo da rendere evidente il valore del loro lavoro e anche quello del loro ruolo di consumatrici. In Italia lo sciopero, organizzato dal movimento Non una di meno, sarà in particolare una protesta contro le violenze sulle donne.

Un dato emblematico: l’Italia, con un tasso di occupazione femminile ancora molto basso, ha il divario più alto tra donne e uomini sul lavoro non pagato. Il divario risulta invece più basso nelle coppie con un alto livello di istruzione con le donne impegnate lievemente meno nei lavoro di casa e gli uomini più collaborativi. La presenta di figli piccoli aumenta la polarizzazione tra lavoro pagati e non pagato. La donna in media fa più lavoro in casa e l’uomo fa più ore di lavoro pagato.

Lucia Mosca

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