mercoledì, giugno 26, 2019
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Vitalizi ai parlamentari? PENSIONE PIENA AI PRECARI

I politici lottino, oltre che per se stessi, per un diritto dovuto a chi lavora

 

 

Il graffio della tigre – editoriale

Vitalizi, il dado è tratto.  Il Movimento 5 Stelle ne aveva chiesto l’abolizione, ma la Camera ha approvato la proposta del Pd, un contributo di solidarietà che permetterà di risparmiare 2,5 milioni di euro all’anno.
Così, a partire dal primo maggio, gli ex deputati che ancora ricevono un vitalizio (quelli in carica fino al 2011), pagheranno un contributo del 10% su vitalizi dai 70mila gli 80mila euro annui, del 20% per quelli che vanno dagli 80mila ai 90 mila euro annui, del 30% per i vitalizi dai 90mila e i 100mila euro e del 40% su quelli superiori ai 100mila euro.
Ma facciamo ancora un passo avanti ed eleviamoci dalla bagarre politica sui privilegi dei parlamentari. Ammettiamo che ne abbiamo diritto. Anche se è chiaro che andrebbero rimodulati sia gli importi percepiti mensilmente sia quelli dei vitalizi. Certo, il ruolo del politico non dovrebbe essere vincolato in maniera eccessiva al denaro. Perchè lo capisce anche un bambino che poi si generano meccanismi per evitare di perdere i privilegi acquisiti. Ma facciamo ancora un passo avanti. Se ne hanno diritto i parlamentari, perchè non prevedere una pensione piena per i precari, quelli che magari lavorano tutta la vita con contratti finti (co.co.co, co.co.pro e chi più ne ha più ne metta) per poi ritrovarsi, se va bene, con la pensione sociale? Parliamone.

Citando il Corriere della Sera, “In principio, con la politica appannaggio solo delle classi abbienti, lo Statuto albertino prevedeva che «La funzione di deputato e di senatore non danno luogo a nessuna retribuzione e indennità». Poi, «all’inizio del secolo arrivarono i partiti di massa e nel 1912, in concomitanza con l’introduzione del suffragio universale maschile, il divieto fu aggirato con l’introduzione di un primo rimborso spese…», ricorda il professor Paolo Armaroli che da deputato di An (era il braccio destro di Pinuccio Tatarella) ha pronunciato circa mille discorsi parlamentari tra il ‘96 e il 2001 e oggi percepisce un vitalizio di 2.159 euro al mese”.
Ora, tutta questa pletora di politici che dice di essersi guadagnato il vitalizio (infatti si vede da come è ridotto il nostro Paese), perchè non mette la stessa energia per dare un diritto DOVUTO a chi ha lavorato, e lavorato veramente, sulla base degli anni di impiego e delle mansioni svolte? Essù. Se vi impegnate un modo lo trovate di certo. Altrimenti, mentre voi continuerete a precepire quello che ritenete un diritto, più di una generazione invecchierà senza la possibilità di vivere in maniera dignitosa. Senza esagerare, ci sarà più di una generazione che si troverà a morire di fame. E questo lo sapete. Sempre citando il Corriere della Sera:


“Nella classifica dei vitalizi corrisposti ai parlamentari (dal 2102 anche per loro vale il sistema pensionistico contributivo, anche se mantengono un bel vantaggio rispetto alla legge Fornero) ci sono molti «paperoni». E desta un certo interesse l’assegno record di 10.131 euro e 67 centesimi percepito dall’ex dc Publio Fiori che in Parlamento è rimasto per 35 anni. Poi ci sono nella classifica alta anche i tre ex segretari dei Ds: Massimo D’Alema (5.223), Walter Veltroni (5.504) e Piero Fassino (5.256): pure loro hanno molti anni di Parlamento alle spalle, così come l’ex dc Paolo Cirino Pomicino (5.411), l’ex presidente del Consiglio Ciriaco De Mita (5.862) e l’ex Guardasigilli Clemente Mastella (6.939,81): «Ho pagato molti contributi perché non dovrei prendere il vitalizio», ha detto alla «Stampa» il sindaco Benevento che difende a spada tratta l’istituto del vitalizio. Formidabili erano anche gli anni ‘80 quando l’ex leader del Movimento studentesco, Mario Capanna, diventa prima eurodeputato (nel 1979) e poi deputato nazionale: per Capanna oggi c’è un vitalizio di 3.026 euro che lui ha difeso con i denti nel corso di una recente rissa televisiva con Massimo Giletti, sostenendo di averne pienamente diritto e di aver pure rinunciato al vitalizio del Parlamento europeo”.

Ci sono 50enni che hanno trascorso anni e anni barcamenandosi tra un contratto farlocco e l’altro. Loro quale “vitalizio” percepiranno? I giovani che non hanno lavoro e si trovano a combattere, quando va bene, con gli stessi contratti dei 50enni e saranno anche loro precari, che “vitalizio” percepiranno?
VERGOGNA. Anche ci ha lavorato tutta la vita come precario ha diritto alla pensione. E il precariato, ricordatelo, è un fenomeno creato dalla negligenza della classe politica. Quindi, invece di combattere con tanta veemenza per difendere le vostre posizioni, una volta tanto combattete per il popolo italiano.

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