venerdì, luglio 19, 2019
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“Metti una bomba a Rialto, guadagnerai il paradiso”

Sgominata in tempo cellula jihadista, fermati quattro kosovari

 

 

L’Europa è in guerra. Si fa finta di niente, si occulta il problema con un finto buonismo che non porta a nulla. Se non a rendere i civili vittime di una “Guerra Santa” contro i cristiani: uomini, donne, bambini, innocenti e inconsapevoli, che si trovano a morire perché vanno ad un mercatino di Natale, perché visitano una chiesa, perché si trovano a passeggiare nel luogo sbagliato al momento sbagliato. Parigi, Berlino, Londra. E ora anche Venezia. Stavolta però la cellula jihadista pronta a colpire è stata individuata e annientata prima che scorresse altro sangue. Nel mentre, non prendiamo misure per arginare il problema, proseguiamo sulla vecchia strada. I motivi sono chiari, ma nessuno ne parla. Loro, i “martiri” di questa “Guerra Santa” non hanno paura di morire perché, in teoria, questo è il loro lasciapassare per il paradiso.  “Se faccio il giuramento e mi danno l’ordine, sono obbligato a ucciderli tutti”. “A Venezia guadagni subito il paradiso per quanti miscredenti ci sono qua. Metti una bomba a Rialto”. Questi alcuni passaggi delle intercettazioni relative alle conversazioni tra i quattro kosovari fermati.

Particolari, questi, resi noti nel corso di una conferenza stampa dal procuratore reggente di Venezia Adelchi D’Ippolito.  I quattro (tre arrestati ed un minore fermato), sarebbero da tempo stati impegnati “in una vera e propria attività di auto addestramento, al fine di prepararsi a compiere attività criminali e attentati da un lato attraverso esercizi fisici e dall’altro esaminando video dei fondamentalisti dell’Isis che spiegavano l’uso del coltello, come si uccide con un coltello”.

Secondo il procuratore capo reggente, la cellula sarebbe stata pronta entro qualche settimana, al massimo entro qualche mese. Contestata l’associazione a delinquere con finalità di terrorismo anche internazionale. Intensa ed efficace la loro attività sul web. “Da parte di tutti  – ha spiegato D’Ippolito – c’era grande adesione all’ideologia dell’Isis e ai recenti attentati, in particolare a quello di Londra del 22 marzo scorso, che ha ricevuto grandi consensi”. Oltre al Ponte di Rialto, sarebbe stata presa di mira anche la Basilica di San Marco.


I quattro fermati sono tutti cittadini del Kosovo residenti in Italia con un regolare permesso di soggiorno. E questo la dice lunga sulla nostra beneamata politica dell’accoglienza a tutti i costi.

L.M.

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