martedì, agosto 20, 2019
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Marine Le Pen alla vigilia del ballottaggio: “Io sono la candidata del Popolo”

 La leader del Front National: “Il marcio dell’ammucchiata del fronte repubblicano contro di me”

 

di Gianni Brandi 

Marine Le Pen non sembra spaventata dalla difficilissima impresa di un ballottaggio contro Macron che la vede non solo dover rimontare lo svantaggio subito dal suo rivale al primo turno, ma dover combattere da sola contro tutti, e denuncia l’imbroglio della solita e stantia ammucchiata “antifascista” costituita da tutti gli altri partiti riuniti in un sedicente fronte repubblicano di cui la Le Pen contesta il sapore ormai sempre più marcio ed indigeribile.

I maggiori candidati dei partiti tradizionali esclusi dal ballottaggio, così come il Presidente in carica Francois Hollande hanno chiesto ai propri elettori di appoggiare il superfavorito candidato centrista Emmanuel Macron in nome della necessità di fare fronte contro il preteso rischio di una elezione della “estremista di destra” Marine Le Pen.


Sembra incredibile, ma ancora oggi – nel 2017 – si tenta di resuscitare un fronte repubblicano antifascista che dovrebbe sbarrare di nuovo il passo a Marine Le Pen, così come accadde nel 2002 con l’ostracismo nei confronti del padre Jean Marie che riuscì a far rieleggere Jacques Chirac all’Eliseo con oltre l’82% dei suffragi.

Ma questa volta l’ammucchiata anti-lepenista sembra incontrare difficoltà molto maggiori: anzitutto Marine Le Pen il giorno dopo l’accesso al ballottaggio si è autosospesa da ogni carica all’interno del “Front National” spuntando l’arma della demonizzazione dell’avversario nella mani del cosiddetto fronte repubblicano, e si presenta come la candidata del popolo sovrano contro quello delle elitè parassitarie e dell’establishment.

Inoltre rispetto a 15 anni fa, e ad oltre 70 anni dalla fine della guerra, l’appello contro un neofascismo immaginario perde sempre più presa sull’elettorale, preoccupato invece da un terrorismo islamista sempre più aggressivo all’interno dei confini Francesi.

Ancora una volta l’accusa di populismo viene agitata come un esorcismo dai palazzi del potere nei confronti di chi difende il proprio popolo e la propria Patria: anche se l’impresa di Marine Le Pen appare difficilissima, ogni voto in più del 17,9 % che strappò suo padre al ballottaggio del 2002 suonerà come un preavviso di sfratto contro l’Europa dei burocrati strapagati e delle tecnocrazie. E’ solo questione di tempo.

 

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