mercoledì, Ottobre 21, 2020
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I NABABBI DELL’ALITALIA SPINGONO LA COMPAGNIA AEREA NEL BARATRO

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Ci risiamo, ancora una volta ci dobbiamo vergognare di essere Italiani: l’ALITALIA è di nuovo sull’orlo del fallimento nonostante l’assurda tassa di imbarco di 3 € imposta da anni su tutti i cittadini che si imbarcano per un volo in partenza da qualsiasi aeroporto Italiano (e su aerei di qualsiasi compagnia aerea SIC!!!) per finanziare le casse integrazione del personale ALITALIA (che arriva a percepire indennità fino oltre 20 mila € al mese, in confronto al tetto di 1.100 € mensili imposto su qualsiasi altro lavoratore Italiano che percepisca tale ammortizzatore sociale).

E nonostante stipendi d’oro e casse integrazione da nababbi percepite dai dipendenti ALITALIA (diverse decine dei quali sono stati inoltre inquisiti per non essersi accontentati delle decine di migliaia di euro di indennità percepite a spese dei contribuenti, e lavoravano di nascosto per le compagnie aeree dei paesi arabi, incassando ulteriori 15mila € circa al mese) il Referendum sull’accordo sindacale stipulato nelle scorse settimane per tentare l’ennesimo salvataggio del carrozzone mangiasoldi rappresentato dalla nostra compagnia di bandiera è stato respinto dagli stessi dipendenti in veste di autentici kamikaze che non hanno accettato le stratosferiche riduzioni stipendiali proposte e pari all’8% della retribuzione (SIC!!!).

Già ieri l’ineffabile Ministro Calenda richiedeva ai contribuenti un ulteriore prestito ponte di 400 milioni di € per tentare di salvare la compagnia – il che significa in media altri 20 € che ogni famiglia Italiana dovrà sborsare oltre alla valanga di circa 7,5 miliardi di € pubblici che l’insaziabile ALITALIA ha divorato negli ultimi anni – senza considerare lo spaventoso buco di bilancio del Fondo previdenziale del personale di volo che viene puntualmente ripianato dai cittadini Italiani.

Adesso basta: che questa volta l’ennesimo Governo non eletto dagli Italiani non si permetta di sperperare altro denaro pubblico da gettare nel pozzo senza fondo di ALITALIA.

Non si permetta di finanziare oltre a spese dei cittadini gli scandalosi manager alla Cimoli che negli ultimi decenni hanno spolpato ALITALIA, o chi non si accontenta di 10 o 20 mila € di  cassa integrazione e va a lucrare altri 15 mila € al mese lavorando di nascosto all’estero per le compagnie aeree dei Paesi Arabi.

Basta con questo saccheggio sfrenato e forsennato dei soldi dei contribuenti: che l’ALITALIA finalmente sia capace di spendere solo ciò che è in grado di incassare con i suoi salatissimi biglietti aerei, o che infine porti i libri in tribunale e tolga DEFINITIVAMENTE il disturbo.

 

                                                                                                           Il Conte Rosso

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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