lunedì, marzo 25, 2019
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DONALD TRUMP, NUOVI GRATTACAPI PER IL PRESIDENTE ALLA CASA BIANCA

Il segretario al tesoro americano, Steve Mnuchin, annuncia a gran voce “Il più grande taglio delle tasse e la più ampia riforma fiscale della storia degli Stati Uniti”, parlando del piano che il presidente Donald Trump sta per presentare e confermando l’introduzione di un’aliquota del 15% per le aziende. Nel mentre lo stanziamento dei fondi necessari per l’avvio della costruzione del muro al confine tra Stati Uniti e Messico non sarà previsto nella legge di spesa che dovrà essere approvata entro domani: lo ha dichiarato la consigliera del presidente americano Kellyanne Conway, sottolineando comunque che il progetto resta una “priorità molto importante”.

E ancora nuovo stop giudiziario per Donald Trump: dopo il freno posto dai giudici al ‘bando’ per gli ingressi negli Usa di persone provenienti da sei paesi a maggioranza musulmana, adesso il freno riguarda il provvedimento del presidente sulle cosiddette ‘città santuario’, le grandi metropoli come New York e Los Angeles che accolgono e proteggono gli immigrati illegali e i rifugiati, alle quali l’amministrazione Trump ha minacciato di togliere fondi se non collaborano con le autorità federali circa la stretta sull’immigrazione illegale. Un giudice federale di San Francisco ha però bloccato temporaneamente e a livello nazionale il decreto, dopo un ricorso avanzato da due contee californiane, che temono di perdere miliardi di dollari.

Quello che è certo è che i primi cento giorni di governo di Donald Trump non si sono rivelati privi di difficoltà. C’è stato un ricambio continuo di consiglieri e assistenti, molti cacciati per essere coinvolti in “manovre oscure” addirittura col Cremlino, fino a stabilizzarsi apparentemente su membri familiari, figlia e genero, e sui militari.


Questa situazione ha creato un comportamento ondivago sia in politica interna che estera creando un notevole imbarazzo nei suoi sostenitori e grande preoccupazione nei suoi oppositori.

Tra l’altro, malgrado l’impegno dedicato, quasi nessuna delle sua iniziative è andata a buon fine, grazie proprio a quei meccanismi di controllo di cui ogni sana democrazia dovrebbe essere dotata.

Cominciamo con il Muslim Ban, bocciato dai giudici, ripresentato e ribocciato. Con l’Obama Care non è andata meglio, doveva essere cancellato come prima mossa del suo governo e invece sta ancora là. Le sue minacce all’Europa sui dazi sono risibili, perché  anche gli Stati Uniti sono forti esportatori e sarebbero pesantemente penalizzati da un’eventuale ritorsione. Il famoso muro col Messico, che quest’ultimo, non si capisce perché, avrebbe dovuto pagare, non si può fare perché mancano i finanziamenti. L’ultimo annuncio riguardante la riduzione delle tasse alle imprese dal 35% al 15% e chiaramente irrealizzabile data la massiccia riduzione delle entrate che ne conseguirebbe e che non è stato detto come potrebbe essere compensata.

Ma c’è anche un lato comico, come quello dell’ “Armada” (per fortuna ha omesso Invencible) che per una settimana ha ignorato il suo ordine di dirigersi verso la Corea del Nord, facendo invece rotta per la direzione opposta verso l’Australia.

In tutto questo bailamme di annunci e decreti falliti, l’unica vittoria è stata ottenuta contro gli ambientalisti (ma in realtà contro tutti gli americani e non solo) con il pesante rilancio di carbone e petrolio, ma anche qui l’opinione pubblica è fortemente contraria, dato i gravissimi danni che ne deriverebbero, e non è detto che non venga bloccato anche questo.

Vittorio Fiore

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