giovedì, Novembre 21, 2019
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Ballottaggio in Francia: Marine Le Pen come Davide contro Golia

Ormai ci siamo, domani la Francia va al ballottaggio: il risultato  sembra scontato, ma non bisogna mai sottovalutare Marine Le Pen.  Una donna sola contro tutto il sistema: questa è la sintesi migliore della campagna elettorale appena conclusa. Contro l’establishment che la teme, contro i partiti tradizionali che la detestano, contro Emmanuel Macron e la grande finanza che lo appoggia, avendo contemporaneamente negato i finanziamenti chiesti per la campagna della Le Pen  e contro il mondo della comunicazione che in Francia ha ancora una volta suonato l’allarme contro un fantomatico rischio neofascista, chiudendo ancora una volta gli occhi invece di fronte all’immanente pericolo del terrorismo islamista e dell’immigrazione di massa.

Lo schieramento dei poteri forti che ha soffiato sul fuoco della demonizzazione del Front National, aizzando le aggressioni subite dalla Le Pen negli ultimi giorni di campagna elettorale, le minacce giudiziarie agitate da Macron che dapprima ha annunciato una querela contro la sua avversaria per notizie circolate su un suo eventuale conto bancario nei paradisi fiscali, derubricata poi a denuncia contro ignoti, la campagna di stampa orchestrata per riesumare il vecchio fronte repubblicano antilepenista come accadde già 15 anni fa contro il padre di Marine sembrano aver raggiunto lo scopo: gli ultimi sondaggi darebbero Macron in vantaggio di ben 24 punti sulla propria avversria.

Tutto già scritto, quindi? Non bisogna esserne così sicuri, se si tiene conto che il 38% che dichiara di votare Le Pen è rappresentato da un elettorato compatto,  motivato e fidelizzato, pronto a sfidare il muro di ostilità che ancora circonda chi fa una tale scelta, mentre il 62% dei sostenitori di Macron arriva dalle più diverse provenienze, accomunati solo dall’intento di sbarrare il passo al Front National.


E’ chiaro quindi che per il risultato di domani sarà determinante l’affluenza alle urne.

E comunque vada La Francia appare sempre più spaccata in due: non sono più i tempi del 2002 quando il padre Jean Marie Le Pen contro Chirac ottenne al ballottaggio il 17,9% dei consensi, schiantandosi contro un muro di ostilità nella stragrande maggioranza del popolo Francese. Nel frattempo però la condizione dei Francesi comuni è drammaticamente peggiorata, e Macron si presenta in perfetta continuità con le politiche fallimentari degli ultimi 15 anni e del disastroso ultimo governo Hollande di cui lo stesso Macron – è sempre bene ricordarlo –  è stato Ministro dell’Economia.

Oggi la figlia Marine rappresenta davvero la candidata della gente di Francia contro il sistema, e la storia insegna che per quanto lunga sia la strada, alla fine la sovranità popolare giunge sempre a prevalere contro oligarchie e tecnocrazie parassitarie.

 

                                                                                                               Il Conte Rosso

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