sabato, Novembre 27, 2021
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Acqua potabile sì, acqua potabile no, caos nel teramano. E Brucchi ci ripensa

Acqua potabile sì, acqua potabile no. E’ stato il caos ieri nel teramano dopo la comunicazione della Ruzzo Reti che decretava la non potabilità dell’acqua in molti comuni del teramano. Di qui l’assalto ai negozi, letteralmente svuotati nel giro di poco e l’isteria della cittadinanza derivata dall’ansia di aver bevuto fino a ieri acqua non conforme ai criteri. Poi, miracolosamente, stamattina l’acqua è tornata ad essere potabile a seguito di verifiche effettuate in tempi record. Infine, l’annuncio del sindaco di Teramo Maurizio Brucchi che dopo aver passato la notte in Prefettura per risolvere il problema, dichiara che rimarrà al suo posto perché la città viene prima di tutto.

Questa la nota postata sul suo profilo facebook: “Notte praticamente trascorsa in Prefettura per l’emergenza idrica con il Presidente D’Alfonso e il CCS ad attendere i risultati delle analisi dell’Arta regionale che sono arrivati nelle prime ore del mattino. Emergenza idrica per ora risolta ma che desta molte preoccupazioni. Dopo le varie vicissitudini dei mesi passati ora il rischio di un sistema idrico troppo vulnerabile. Sento il bisogno di riprendere il mio posto di Sindaco per difendere il bene più prezioso che noi abbiamo: la nostra acqua. È importante capire quello che è successo, perché è successo e cosa bisogna fare. Questo non vuol dire che non affronterò contemporaneamente la crisi politica che mi ha portato alle dimissioni. Anzi quello che è accaduto sarà un ulteriore stimolo a risolverla velocemente e con determinazione. L’incontro di ieri pomeriggio e’ stato per me molto esaustivo e chiaro. È stata tracciata una rotta che ora tocca a me seguire. Se poi dobbiamo andare a casa andremo a casa ma non ora. Teramo prima di tutto”.

A scatenare il caos la comunicazione inoltrata ieri pomeriggio da Ruzzo Reti Spa: “A seguito di prelievi effettuati al Traforo del Gran Sasso l’Arta ha giudicato l’acqua in uscita non conforme, pertanto il Sian dell’Asl di Teramo (Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione) ha disposto l’uso per soli fini igienici. Da oggi pomeriggio il mancato approvvigionamento dalle sorgenti del Gran Sasso provocherà la progressiva disalimentazione delle utenze nei comuni di: Alba Adriatica, Ancarano, Basciano, Bellante, Campli, Canzano, Castellalto, Castelli, Civitella del Tronto, Colledara, Colonnella, Controguerra, Corropoli, Giulianova, Martinsicuro, Montorio al Vomano, Morro d’Oro, Mosciano S.Angelo, Nereto, Notaresco, Penna S.Andrea (Val Vomano), Roseto degli Abruzzi, Sant’Omero, S.Egidio alla Vibrata, Teramo, Torano Nuovo, Torricella Sicura (capoluogo e bivio S.Chiara), Tortoreto, Tossicia, Valle Castellana, Isola del Gran Sasso, Pineto”.

Dopo la nota della Ruzzo Reti arriva anche quella della Asl di Teramo: “Le analisi eseguite dall’Arta su campioni prelevati dalla Asl di Teramo in data 8 maggio 2017 hanno rilevato una non conformità dell’acqua per ‘odore e sapore non accettabile”. A dare comunicazione della cessata emergenza è nella mattinata di oggi Luciano D’Alfonso: “Emergenza idrica nel Teramano. Sesto ed ultimo campionamento negativo. Stiamo aspettando il provvedimento della ASL. L’acqua è potabile. Emergenza finita”. Insomma, tutto risolto? Forse. Tuttavia la cittadinanza è sconcertata e non comprende come sia possibile che l’acqua risulti prima non potabile e poi diventi di nuovo potabile nel giro di poche ore.

Alessia Stranieri