martedì, Novembre 24, 2020
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Schettino, dalla Costa a Rebibbia: così naufraga la carriera dell’ex capitano

Si aprono infine le porte del carcere di Rebibbia per Francesco Schettino e così si chiude la triste vicenda della Costa Concordia. Triste per le morti che l’hanno accompagnata, triste per il comportamento tenuto dall’uomo che avrebbe dovuto badare prima di tutto alla sicurezza e al benessere dei passeggeri ed ha manifestato invece un comportamento discutibile e non propriamente dignitoso. Ieri il verdetto della Cassazione, che ha confermato la condanna a 16 anni. A darne comunicazione all’ex comandante Francesco Schettino, che si aspettava tale decisione, sono stati i suoi legali.

Schettino ha manifestato fin da subito la volontà di costituirsi: “Busso alle porte del carcere perché credo nella giustizia italiana”. La Costa Concordia naufragò davanti all’isola del Giglio la sera del 13 gennaio 2012 a causa della manovra di avvicinamento, legata al famoso inchino, effettuata ad alta velocità. Trentadue furono i morti, decine i feriti. A bordo erano in 4.229, tra croceristi ed equipaggio.

E tutti ricordano ancora la telefonata intercorsa tra l’ufficiale operativo della Guardia Costiera, Gregorio De Falco, e il comandante della Concordia, Francesco Schettino, in cui De Falco intimava a Schettino di rientrare sulla nave per soccorrere i passeggeri rimasti sul ponte: “Torni a bordo cazzo!” De Falco non dice nulla a riguardo della sentenza e risponde solo con un secco: “No comment”. Nel mentre i legali della difesa preannunciano già il ricorso alla Corte di Strasburgo. Nella propria requisitoria, il sostituto procuratore Francesco Salzano aveva richiesto la conferma della condanna e il rinvio alla Corte di Appello di Firenze per inasprire la pena, in accoglimento del ricorso del Pg di Firenze che aveva chiesto la condanna a 27 anni.

“E’ stato un naufragio di tali immani proporzioni e connotato da gravissime negligenze e macroscopiche infrazioni delle procedure” che non è possibile concedere le attenuanti all’uomo che deliberatamente “non inviò il segnale di falla all’equipaggio per far scattare l’ammaina scialuppa e mettere subito in salvo i passeggeri”, aveva dichiarato il Pg. La vicenda della Costa Concordia è l’emblema e simbolicamente rappresenta bene anche il naufragio della nave Italia, in balia della tempesta e priva di un’adeguata guida. E anche in questo caso possiamo contare i morti della crisi e del malgoverno: imprenditori che si uccidono per l’impossibilità di pagare i propri dipendenti, giovani precari che preferiscono togliersi la vita pur di non condurre un’esistenza poco dignitosa.

Bene disse Dante nel sesto canto del Purgatorio nella sua invettiva prima contro l’Italia del suo tempo, dilaniata da lotte intestine, nido di corruzione e di decadenza, come se fosse una bestia selvaggia contraria ad ogni disciplina e ad ogni legge, poi contro Firenze, la città nativa che lo ha ripudiato costringendolo all’esilio: “Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincie, ma bordello!”

Lucia Mosca

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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