martedì, Settembre 21, 2021
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Dalla Corea del Nord un altro missile balistico, il dialogo è a suon di lanci

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La Corea del Nord lancia un altro missile balistico, il settimo dall’inizio dell’anno, da una regione vicino alla costa occidentale. La notizia si apprende da fonti statunitensi. Questo all’indomani dell’annuncio di una possibile apertura al dialogo con gli Stati Uniti, precedentemente manifestata anche dal presidente Usa Donald Trump. La prospettiva di una distensione di rapporti viene così immediatamente fagocitata dalla tensione internazionale esacerbata da questo ennesimo test missilistico. Il lancio è avvenuto alle 22,30 di ieri sera, ora italiana. Il missile avrebbe percorso settecento chilometri e volato per 30 minuti prima di cadere nelle acque del Mar del Giappone. Immediata la reazione del primo ministro Shinzo Abe, che, parlando del lancio, lo ha definito “assolutamente inaccettabile”. “Ancora una volta – questo il suo commento – la Corea del nord ha lanciato un missile balistico nonostante gli avvertimenti della comunità internazionale.  Protestiamo vivamente”. Il presidente sudcoreano Moon Jae-in ha convocato un vertice di emergenza del Consiglio di Sicurezza Nazionale.

“Questo e i precedenti test – si legge invece in una nota di Bruxelles – aggravano ulteriormente le tensioni nella regione, in un momento in cui sarebbe necessaria una descalation”. Nel comunicato si aggiunge che Bruxelles è pronta a sostenere “un dialogo credibile e significativo” tra la Corea del Nord e i leader internazionali.

Il presidente Donald Trump, ”non può immaginare che la Russia sia contenta” del test missilistico in quanto il missile è caduto molto vicino al territorio russo. E poi puntualizza che il missile è finito più vicino alla Russia che al Giappone. Ma da Mosca si apprende che l’ultimo missile balistico lanciato dalla Corea del Nord era in realtà a distanza considerevole dal territorio russo e non ha costituito alcuna minaccia. La Casa Bianca rimarca poi che gli Stati Uniti mantengono il loro ”impegno ferreo” di stare accanto ai loro alleati di fronte alla seria minaccia rappresentata dalla Corea del Nord. La volontà di coinvolgimento della Russia, e anche della Cina, in un’operazione di accerchiamento diplomatico è stata infine confermata da Shinzo Abe: ”il Giappone sta collaborando con Stati Uniti e Corea del sud e sta analizzando la situazione per rispondere fermamente ad ogni evoluzione”.

Il regime di Pyongyang non sembra quindi intenzionato a mollare i propri intenti, malgrado l’ultimo piccolo spiraglio di una possibile apertura al dialogo. La cosa che sconcerta è che le azioni e le reazioni del giovanissimo leader Kim Jong-Un sembrano non essere in alcun modo prevedibili e, tutto sommato, anche se i test finora non hanno costituito una reale minaccia, con questo atteggiamento sembra tenere in pugno un equilibrio ormai sempre più fragile.

Lucia Mosca