lunedì, Settembre 27, 2021
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Camping “Il Quercione”, l’accusa si estende all’ex sindaco Morosi

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USSITA – Sembrerebbe iscritto nel registro degli indagati per la vicenda del Camping Il Quercione anche l’ex sindaco di Ussita Sergio Morosi oltre al dimissionario Marco Rinaldi. Entrambi sarebbero accusati di aver perpetrato una violazione della normativa relativa ad edificazioni in aree a rischio. Nel camping risulta infatti siano state costruite cinque case mobili e un gazebo in legno e attivati gli allacci, in un’area vincolata paesaggisticamente, destinata a verde pubblico e sui cui vige l’inedificabilità assoluta essendo in zona R4, con elevato rischio idrogeologico.

In realtà il camping è una vecchia struttura degli anni Novanta, già oggetto di sanatoria, e attualmente non ospita sfollati del terremoto, tutti trasferiti sulla costa, anche se alcuni in questi mesi avevano sistemato lì beni personali nei container. “Queste persone – ha dichiarato qualche giorno fa il sindaco Rinaldi – piangevano, quando sono arrivate le forze di polizia a mettere i sigilli. La procura, che ha chiesto e ottenuto dal Gip il sequestro, gli contesta di aver consentito l’installazione delle mobil house e del gazebo in legno, oltre all’esecuzione di scavi, “in una zona vincolata da inedificabilità assoluta per essere inserita in area vincolata paesaggisticamente. Zona R4, e all’interno del Parco dei Monti Sibillini”.

Certo è che tra i ritardi e certe negligenze riscontrate da parte del governo nella gestione dell’emergenza terremoto, questa notizia, secondo la quale risulterebbero indagati sia Rinaldi sia Morosi,  arriva un po’ come una doccia fredda. Sembra in sostanza che, come troppo spesso accade, si “guardi la pagliuzza e non si veda la trave”, vista la drammatica situazione che le zone colpite dal terremoto hanno vissuto nell’arco dell’ultimo anno. Di recente il sindaco di Ussita Marco Rinaldi ha confermato le proprie dimissioni definendole irrevocabili, dichiarando che “la ricostruzione non si farà mai”