lunedì, Settembre 23, 2019
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LA COREA DEL NORD AVVERTE GLI STATI UNITI: “FATE ATTENZIONE”

Un chiaro messaggio quello lanciato dalla Corea del Nord agli Stati Uniti con il lancio dell’ultimo missile balistico: “Fate attenzione, possiamo colpirvi in ogni momento”. E’ quindi ormai sempre più evidente come  l’apertura al dialogo di cui si era parlato qualche giorno fa sia sottoposta e dipenda da un braccio di ferro ormai sempre più duro che Kim Jong-Un intende vincere a tutti i costi per affermare la potenza del proprio regime. L’apertura ad un possibile dialogo con gli Usa era infatti da sottomettere “alle giuste condizioni”, secondo quanto riportato dalle agenzie stampa locali. Condizioni che la Corea del Nord intende dettare e non subire. Siamo quindi all’ultimo lancio.

Il missile balistico ha percorso 700 chilometri per finire, come previsto, nelle acque del Mar del Giappone. Ora si apprende che avrebbe potuto raggiungere gli Stati Uniti con una testata nucleare. Che sia veritiero o meno, sarebbe un errore sottovalutare la minaccia che questo rappresenta per l’equilibrio internazionale. Kim Jong-Un non scherza e lo ha dimostrato in più occasioni. Intanto il comitato parlamentare della Corea del Nord sugli Affari esteri ha trasmesso una lettera alla Camera dei Rappresentanti statunitense per protestare contro il suo ultimo passaggio di un disegno di legge sulle sanzioni più severe contro Pyongyang.

Il disegno di legge Usa richiede infatti severe sanzioni che mirano principalmente a colpire le importazioni grezze della Corea del Nord, il lavoro dei suoi cittadini all’estero e le esportazioni. E ora deve passare al vaglio del Senato. La commissione nordcoreana ha definito questo ultimo passaggio “il più maledetto gesto contro l’umanità” che infrange la sovranità della Corea del Nord e viola i principi universali di non interferenza negli affari interni di altri paesi. Ci troviamo quindi senza ombra di dubbio di fronte ad una crisi internazionale di estrema gravità e non va sottovalutato neanche un passo nella strategia che si adotterà per la sua risoluzione. Come dichiarato anche dal premier Paolo Gentiloni: “Questo è un problema serio per la stabilità e la sicurezza globale e anche il prossimo G7 darà un contributo a risolvere la questione”.


Lucia Mosca

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