lunedì, Dicembre 6, 2021
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SALVINI STRAVINCE LE PRIMARIE DELLA LEGA E DETTA LA LINEA

Matteo Salvini stravince le primarie fra gli iscritti della LEGA NORD con l’83% dei voti, e rafforzato dalla sua condizione di Segretario federale riconfermato a furor di popolo, detta la linea al partito. D’ora ci sarà “una voce unica. Chiunque dica qualcosa fuori posto si può accomodare fuori dalla porta”, avverte Salvini. E poi: Bossi? “Non ho tempo da perdere con i nostalgici. L’obiettivo è mandare a casa Renzi, Alfano, Boschi e Boldrini, bloccare l’invasione clandestina e rilanciare il lavoro”.

A questo punto sembra sempre più vicina l’ipotesi di un abbandono della Lega da parte del suo fondatore Umberto Bossi, che potrebbe addirittura candidarsi alle prossime politiche nelle liste di Forza Italia. E proprio il nodo delle alleanze con il centrodestra, che i contestatori bossiani vorrebbero riconfermare a tutti i costi, crea le maggiori tensioni nel partito. Salvini ha ribadito più volte che le condizioni irrinunciabili per un nuovo accordo con Berlusconi riguardano il no a QUESTA Europa, lo stop immediato all’ingesso nel territorio nazionale alla immigrazione clandestina, e la difesa dei lavoratori Italiani da delocalizzazioni e dumping sociale.

Su questi punti la Lega non appare più disposta trattare, non accetterebbe più alleanze subalterne ad Arcore candidandosi invece a guidare alla vittoria la coalizione e non intende abiurare all’appoggio dato a Marine Le Pen per le presidenziali in Francia, che ha comunque preso quasi 11 milioni di voti ed ha sfidato un candidato che rappresenta la grande finanza ed i poteri forti che hanno ridotto la Francia nelle attuali condizioni.

A questo punto gli oppositori bossiani appaiono essere quinte colonne berlusconiane all’interno della Lega, nostalgiche degli strapuntini concessi all’epoca delle alleanze subalterne ad Arcore. Sembra difficile quindi una convivenza all’interno del partito, e mentre Salvini avanza determinato sulla linea sovranista che ha dettato al partito, pare avvicinarsi il momento di una uscita del fondatore Bossi e dei suoi seguaci dalla nuova Lega Nord a vocazione maggioritaria.

 

Gianni Brandi