sabato, Settembre 25, 2021
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Ruzzo Reti S.p.a. e sindaci impreparati a gestire l’emergenza

Teramo – La Ruzzo Reti avrebbe potuto sopperire al problema emergenziale se avesse messo in atto altre procedure? Capire cosa sia successo tra l’8 e il 9 maggio, come possa essersi verificata un’emergenza idrica di tal natura che ha lasciato impreparati tutti gli enti preposti, è il nodo fondamentale da sciogliere, secondo l’Arco Consumatori Abruzzo e l’Associazione Liberi Cittadini Cinque Stelle. Durante la conferenza congiunta, tenutasi nella mattina, sul tema della risorsa idrica del Gran Sasso, entrambe le associazioni si sono trovate concordi nell’individuare una responsabilità del gestore Ruzzo Reti S.p.a., come anche in capo ai sindaci. “Questi hanno minacciato di scendere in piazza con le fasce tricolori e chiedere la chiusura dei laboratori – spiega a riguardo Claudio Della Figliola dell’Associazione Liberi Cittadini Cinque Stelle – ma loro non sono parte lesa. Non dimentichiamo, infatti, che i sindaci sono soci della Ruzzo Reti S.p.a., fanno parte a pieno titolo dell’Assemblea sovrana e si sono trovati tutti impreparati. A questo punto è necessaria un’inversione di tendenza perché questo modo di fare politica non è più accettabile”. Tra l’altro “Il gestore Ruzzo Reti – afferma Franco De Angelis, Presidente dell’Arco Consumatori Abruzzo – avrebbe potuto sopperire al problema emergenziale se avesse messo in atto altre procedure come attivare i vasconi e il depuratore di San Pietro, in grado di fornire acqua potabile per almeno 2 giorni, durante i quali avrebbero potuto effettuare tutte le indagini del caso e, in secondo luogo, utilizzare il potabilizzatore di Collevecchio di Montorio al Vomano in grado di gestire quasi 800 litri al secondo, anche per diversi mesi. Perchè non è stato fatto?”. L’inefficienza è a diversi livelli secondo le due associazioni “anche la prefettura non ha dato alcuna indicazione agli esercenti sulla vendita delle confezioni di bottiglie d’acqua, ingenerando problemi anche di sicurezza pubblica”. Alla luce di quanto emerso, l’Arco Consumatori Abruzzo e l’Associazione Liberi Cittadini Cinque Stelle presenteranno agli organi competenti delle richieste specifiche a cominciare dalla valutazione dei potenziali fattori di rischio cangerogeno nella popolazione e quindi un report sulla provincia da inserire nel Registro Tumori Regionale “Non vogliamo creare allarmismi, ma un’indagine epidemiologica, condotta nell’arco degli anni ad oggi, potrà essere utile agli esperti per comprendere la situazione e trovare delle soluzioni per tutelare i cittadini” precisa Della Figliola. Ma non è tutto. Le associazioni richiedono l’interdizione definitiva all’utilizzo della sorgente proveniente dal Laboratorio del Gran Sasso, la messa in sicurezza di tutte le sorgenti passanti sotto il manto stradale dei trafori e un protocollo d’intesa tra il Laboratorio, l’Autostrada dei Parchi e la Ruzzo Reti s.p.a. in grado di monitorare in tempo reale la qualità e la sicurezza della risorsa idrica.  L’Arco Consumatori Abruzzo e l’Associazione Liberi Cittadini Cinque Stelle si sono, inoltre, costituite parte civile in un eventuale procedimento giuridico per la tutela dei cittadini.

 Alessia Stranieri