martedì, luglio 23, 2019
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Caso Flynn-Comey, Trump di nuovo nell’occhio del ciclone

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Donald Trump di nuovo nell’occhio del ciclone e da molti viene già definito un presidente “incontrollabile”. Stavolta nel mirino c’è la richiesta che sarebbe stata fatta dal leader Usa al direttore dell’Fbi, James Comey, di chiudere le indagini su Michael Flynn, consigliere alla sicurezza nazionale travolto dal Russiagate.

Una notizia, questa, riportata dal New York Times, ma immediatamente contestata dalla Casa Bianca: ”il presidente non ha mai chiesto a Comey o altri di mettere fine alle indagini”. Tuttavia, nel caso in cui la notizia si rivelasse fondata, si tratterebbe di una prova del fatto che Trump ha dato luogo ad una “tentata ostruzione alla giustizia”, dando di conseguenza una spiegazione del licenziamento di Comey. Se si trattasse di una notizia fondata, sarebbe l’ennesima gatta da pelare per la Casa Bianca, già alle prese con i problemi scaturiti dalla condivisione di informazioni riservate con la Russia.

Questi i fatti. Secondo quanto riportato dal New York Times, Comey si sarebbe trovato nel mese di febbraio alla Casa Bianca, nello Studio Ovale, con altri funzionari alla sicurezza nazionale per un incontro sulla minaccia del terrorismo. Al termine dell’incontro, Trump avrebbe chiesto a tutti di lasciare la stanza, fatta eccezione per Comey. Il leader Usa avrebbe allora suggerito a Comey di prevedere il carcere per i giornalisti che pubblicavano informazioni classificate.


Poi, parlando di Flynn, Trump avrebbe detto: E’ una brava persona, spero lasci andare le indagini”. Comey avrebbe riferito l’oggetto della conversazione anche ad alcuni agenti dell’Fbi, con i quali condivise l’impressione di un tentativo di influenzare le indagini. La Casa Bianca smentisce, ma per Trump, che ormai ogni giorno assurge agli onori della cronaca per un motivo o per l’altro, si tratta senza dubbio di un altro grattacapo, come se non ne avesse già abbastanza.

l.m.

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