mercoledì, Giugno 16, 2021
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LA CORTE DI CASSAZIONE METTE UNO STOP AL MULTICULTURALISMO

PER LA SUPREMA CORTE NON E’ TOLLERABILE CHE GLI IMMIGRATI VIOLINO I VALORI DEL PAESE CHE LI OSPITA, ANCHE SE ESSI SIANO DIVERSI DAI LORO. Ennesima disfatta negli ultimi giorni per i buonisti filo-immigrazione clandestina in servizio permanente effettivo e per i professionisti dell’antirazzismo: dopo le indagini del Procuratore di Catania Zuccaro sui sospetti su alcune ONG che parrebbero al soldo degli scafisti per come si affrettano ad imbarcare i clandestini fin di fronte alle spiagge libiche per scaricarceli in casa, e dopo gli arresti di 68 indagati per lo scandalo del C.A.R.A. di Isola Capo Rizzuto in mano alla ‘ndrangheta – fra cui quello di un parroco dedito ad assistenze spirituali milionarie per i clandestini di fede islamica – ci ha pensato la Suprema Corte di Cassazione ha porre uno stop ad un malinteso relativismo etico e multiculturalismo d’assalto, sancendo l’obbligo per gli immigrati di conformarsi a valori e regole del Paese che li ospita.

La pretesa di un indiano di religione sikh di poter circolare liberamente per le strade della provincia lombarda portando con sé un coltello rituale lungo una ventina di centimetri detto kirpan giustamente non è stata ritenuta dotata di tutela giuridica. La Suprema Corte ha inteso sottolineare che gli immigrati che hanno liberamente scelto di stabilirsi in un Paese occidentale hanno “l’obbligo” di conformarsi ai valori della società nella quale hanno deciso “di stabilirsi” ben sapendo che “sono diversi” dai loro, e per fortuna verrebbe da aggiungere.

Anche in una società forzatamente multietnica come la nostra,  il verdetto della Cassazione pone un limite alla convivenza fra i soggetti che da sempre vivono in quel Paese e gli immigrati di diversi etnia che vi si stabiliscano.

Tale limite è stato identificato – al di là di qualsivoglia forma di lassismo e di permissivismo – dal rispetto dei diritti umani e della civiltà giuridica della società ospitante, a cui necessariamente l’immigrato dovrà conformarsi. Principi chiari e sacrosanti, quelli sanciti dalla Suprema Corte: cosa vorranno eccepire e contestare ora i professionisti dell’antirazzismo e dell’accoglienza a tutti i costi, che si atteggiano a benefattori a spese degli Italiani perbene?

        Il Conte Rosso

 

 

Redazione
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