mercoledì, Agosto 4, 2021
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Vaccino e potestà genitoriale: la follia di un governo eletto da nessuno

Tra leggi e contro-leggi sputate dagli ultimi governi  – tra l’altro mai votati da nessuno – la sola certezza è l’assenza di uno Stato la cui unica mira è svuotare i cittadini come fossero un bancomat senza mai farsi carico delle loro reali esigenze. Ultimo esempio l’evento sismico che ha interessato diversi territori a partire dallo scorso agosto e che sono ancora, per gran parte, abbandonati a se stessi. Insomma, ogni scusa è buona da parte del governo per applicare sanzioni, balzelli, come se non ne avessimo già abbastanza, senza però garantire mai alcun servizio, sanità in primis. Sono ormai tantissimi, infatti, i cittadini costretti a rivolgersi a istituti privati per aggirare le ormai interminabili liste d’attesa – magari create ad hoc per favorire intramoenia e privati esterni – e sono ancora di più quelli che rinunciano a curarsi in quanto privi di risorse.

In tutto questo, ora fa capolino l’ultima chicca, che sembra studiata apposta per costringere gli italiani a rinunciare all’appartenenza alla propria patria:  il decreto legge che reintroduce l’obbligatorietà delle vaccinazioni per l’iscrizione a scuola a partire da settembre. Il Cdm ha approvato il provvedimento «Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale». Questi i fatti: i vaccini saranno obbligatori, pena la non iscrizione a scuola, nella fascia di età da 0 a 6 anni, ossia in nidi e asili. Altrettanto obbligatori saranno nelle scuole dell’obbligo, elementari e medie, e primi due anni delle scuole superiori (fino a 16 anni) ma in questo caso non è previsto il divieto di iscrizione a scuola, bensì solo sanzioni pecuniarie molto ingenti, «anche 30 volte di più di quelle esistenti» ha spiegato il premier Gentiloni. Le sanzioni, erogate dalle Aziende sanitarie locali, andranno dai 500 euro a 7.500 euro. Il dirigente scolastico è tenuto a segnalare alla Asl la presenza di minori non vaccinati. Inoltre, il genitore o l’esercente la potestà genitoriale sul minore che violi l’obbligo di vaccinazione «è segnalato dalla Asl al Tribunale dei Minorenni per la sospensione della potestà genitoriale».

Il Ministero della Salute precisa comunque che non è prevista alcuna sospensione automatica della patria potestà da parte dei tribunali dei minori in caso di rifiuto di vaccinazione. Ma stiamo scherzando? E’ già uno scandalo pensare di mettere in dubbio la potestà genitoriale di chi cresce i propri figli in mezzo a questo bailamme con forza e amore. E poi, quando mai le famiglie italiane sono state chiamate in causa nell’ambito di questo delirio legislativo? Addirittura mettere in dubbio  – anche se in via teorica – la potestà genitoriale va, al di là di ogni ragionevole dubbio, ascritto nel periodo più buio di un potere legislativo mai così male esercitato da parte del governo italiano, che sempre più si conferma privo di senso della realtà e soprattutto della  volontà di comprendere quale sia concretamente la vita dei cittadini italiani. Si stanno deliberatamente violando i diritti dell’uomo. E senza alcuno scrupolo.

E’ chiaro a questo proposito il direttore generale del Moige, l’organizzazione che da 19 anni si occupa di sicurezza dei bambini all’interno della famiglia, con quasi 50mila genitori aderenti”.

“Tutto questo  – spiega a Il Fatto Quotidiano – accade per coprire anni di campagne di profilassi inefficaci e fallimentari perché non hanno voluto coinvolgere le famiglie che sono i grandi assenti delle politiche vaccinali intraprese dal Ministero della salute. Basti pensare all’ultimo tema e a come sono arrivati a certi provvedimenti, utilizzando il picco sanitario del morbillo per arrivare – in controtendenza al sistema europeo – a una misura senza precedenti e proporzioni. Siamo al dirigismo statalista: arrivare a togliere i figli significa aver superato i limiti di ogni rispetto istituzionale. Come famiglie siamo a dir poco sconvolti dalle modalità di agire del governo. Lo dico senza mezzi termini: è crollato il rapporto fiduciario con le istituzioni e mi auguro che il Parlamento rimedi”.

Lucia Mosca

Redazione
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