giovedì, Novembre 21, 2019
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“Il tempo è scaduto”, presentata mozione di sfiducia al sindaco Brucchi

“Chiediamo ai dissidenti un atto di coerenza”

 

 di Alessia Stranieri

Teramo –  Un sindaco, Maurizio Brucchi, ostaggio ed eterodiretto dai capibastone della sua maggioranza. Una giunta in crisi da anni, coordinata e a sua volta eterodiretta da soggetti che pensano al loro futuro politico. Un bilancio in predissesto finanziario e la mancanza di un vero indirizzo politico. In sintesi i punti della mozione di sfiducia presentata e firmata dall’opposizione compatta e convinta che la città di Teramo vada liberata. “Il tempo è scaduto. Al momento il sindaco non ha una maggioranza politica amministrativa, è un dato di fatto da cui continua a fuggire.” denuncia il capogruppo del Pd Gianguido D’Alberto. “Ha preso 20 giorni di tempo per risolvere i problemi, ma non ci è riuscito. Ha chiesto ancora più tempo, imponendo al consiglio comunale di riunirsi solo il 6 giugno e bocciando le proposte dei capogruppo di opposizione. La città, per colpa dell’immobilismo di questa giunta, è ferma ormai da troppo tempo. L’opposizione dice basta a questi teatrini, è ora di chiarire se la maggioranza esiste oppure no. Abbiamo intenzione di intraprendere una serie di azioni in consiglio comunale, prima tra tutte una mozione di sfiducia. Ci sono le adesioni dei dodici consiglieri di opposizione, chiediamo ai dissidenti, che hanno espresso la loro sfiducia al sindaco, un atto di coerenza sottoscrivendo la mozione”. Anche Fabio Berardini del Movimento Cinque Stelle si unisce all’invito “Ci rivolgiamo a Caccioni, Falasca, Campana, Micheli, Puglia e Sbraccia. Devono prendere una reale posizione, non possono avere i piedi in due scarpe. Ma anche a Futuro In per firmare la sfiducia, farla discutere, presentarla e portarla in consiglio comunale come dicono anche loro e vedere se il Sindaco può andare avanti oppure no. C’è tempo fino a venerdì di questa settimana per inserire la mozione nel consiglio comunale del 6 giugno. Continueremo ad aspettarli fino a che non avremo le 13 firme”. Un’allusione a un possibile accordo Gatti – Mariani per un’ascesa al Comune di Teramo arriva dalla consigliera Maria Cristina Marroni “Credo che ci sia una direzione dall’alto che mira a scardinare questo comune per un accordo politico fatto circa due anni fa. Da parte dei dissidenti non sono mai arrivate proposte politiche e amministrative per migliorare la città per cui si tratta di motivi esclusivamente personali e devono spiegarceli, chiarire i motivi di vero dissenso. Mi auguro che arrivi la 13sima firma”. Le fa eco la consigliera Paola Cardelli “Questa mozione è per stanare coloro che sono legati solo alla remunerazione personale. I dissedenti non devono dirlo solo ai cittadini il motivo per cui vogliono lasciare o rimanere e continuare a fare i giochetti, ma lo devono fare in consiglio. Tutti dovranno rispondere nel merito”. Presente anche Gianluca Pomante che pone l’accento sulla forte coesione dell’opposione e sulla devastazione della situazione attuale  “Abbiamo dimostrato di essere compatti e dimostra come questa maggioranza non esista e abbia bisogno di screditare la minoranza. L’attività delle ultime tre giunte ha portato ad una devastazione economica, culturale e sociale. I cittadini devono cominciare a informarsi e attribuire le responsabilità. Inizierò a presentare querele alla Procura della Repubblica per le aggressioni e le denigrazioni continue alla nostra affidabilità”. Infine Ilaria De Sanctis “Questa mozione dovrebbe essere firmata da tutta la maggioranza, dovrebbe essere una sorta di mea culpa per come hanno reso invivibile questa città. Sarebbe il primo atto di vera responsabilità”.

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