lunedì, 20 Gennaio, 2020
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“Ordigni esplosivi nel raduno dei crociati”. Ecco l’Apocalisse del terzo millennio

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“Ordigni esplosivi nel raduno dei crociati”. Questi i termini della rivendicazione dello Stato islamico relativamente all’attentato messo in atto a Manchester. Crociati? Erano bambini, giovani, erano il futuro del mondo. E si addestrano giovani, magari soli, magari ai margini, facendo loro il lavaggio del cervello, per uccidere altri giovani. Quale dio, quale religione, quale sacro credo può concepire un atto così sconsiderato e crudele? La politica del terrore distorce menti fragili, le plagia, le convince che avranno il paradiso. Ma quale paradiso può esistere per chi uccide innocenti, per chi strappa vite al naturale corso dell’esistenza, per chi, solo per finalità riconducibili all’affermazione di uno stato basato sulla violenza e sull’orrore, stravolge menti per renderle ordigni esplosivi?  Siamo in guerra. Prendiamone atto e reagiamo. Questa è una guerra fondata sulla vigliaccheria e sulla rabbia. Gli obiettivi sensibili sono giovani, bambini, che non hanno facoltà di difendersi. L’attentatore di Manchester ha mirato proprio ai bambini: l’ordigno esplosivo è stato collocato in basso, ad altezza di bimbo. Chi era l’attentatore? Un giovane, isolato, riservato. Anche lui agli albori della vita.  Distorto da una “fede” che ha visto come unico punto di riferimento. Una 18enne la prima vittima di Manchester identificata, la più giovane ne aveva otto. Otto anni. Una crociata di 8 anni. Vergogna. Questo è male puro e Satana si sta fregando le mani. Altro che paradiso, altro che martiri. Qui parliamo dell’assoluto male. Che va contrastato, combattuto. Sconfitto. L’attentato di Manchester potrebbe essere solo il primo di una lunga serie. Ora inizia il Ramadan, mese sacro per la religione musulmana ma anche mese durante il quale i jihadisti che stravolgono completamente il mese religioso vengono invitati dai leader dei gruppi terroristici a darsi al martirio, proprio come successo l’anno scorso con il Ramadan di sangue invocato dal portavoce di Isis poi ucciso, Al Adnani.

L’attentatore di Manchester si chiamava Salman Abedi, 23 anni, origini libiche, noto alle autorità.
Mentre il pubblico composto soprattutto da teenager lasciava l’Arena, il giovane ha azionato l’ordigno tra la folla che usciva: 22 i morti, 59 i feriti, tra questi almeno 12 sono bambini sotto i 16 anni, e sono gravi. Il numero dei morti include lo stesso attentatore, è “morto sulla scena” ha detto il capo della polizia. “Ha agito da solo – ha spiegato Hopkins – Riteniamo fosse in possesso di un ordigno improvvisato, che ha azionato causando questa atrocità”.

“Un paio di mesi fa – racconta una vicina di Manchester – Salman ha iniziato a recitare delle preghiere islamiche ad alta voce in strada. Parlava arabo”. Era “una famiglia libica, si comportavano molto stranamente”.  Rispetto per la vita umana, tutela delle giovani vite, rispetto dei valori. Nessuna religione, se puro credo e non connesso ad un sistema di sottomissione per altri fini,   può insegnare cose diverse. Ognuna a suo modo magari, ognuna con punti di riferimento differenti. Ma la sacralità della vita non può essere messa in discussione. Da nessuno.

Lucia Mosca

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994 al 2015 ha collaborato regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero, Il Resto del Carlino, La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Nel 2009 è direttore del quotidiano teramano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Ora direttore della testata giornalistica on line la-notizia.net

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