domenica, 15 Dicembre, 2019
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Alitalia, cassa integrazione d’oro per 190 piloti e 340 assistenti di volo

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LA COMPAGNIA DI BANDIERA PER L’ENNESIMA VOLTA SULL’ORLO DEL FALLIMENTO NONOSTANTE I NUOVI 600 MILIONI DI EURO VERSATI DAGLI ITALIANI PER IL SOLITO “PRESTITO PONTE” AVVIA LA CASSA INTEGRAZIONE   CHE SARA’ COME SEMPRE ULTRAGENEROSA PER PILOTI ED ASSISTENTI DI VOLO. Come volevasi dimostrare: dopo l’ennesimo prestito ponte di 600 milioni di Euro dei contribuenti disposto lo scorso 2 maggio dal governo, partono oggi le procedure per la cassa integrazione straordinaria per circa 1.350 dipendenti Alitalia, fra i quali 190 piloti e 340 assistenti di volo per i quali il sussidio sarà ancora una volta extralusso.

I dipendenti delle compagnie aeree nel nostro Paese infatti godono di una cassa integrazione stratosferica, che i comuni mortali non possono nemmeno immaginare: 7 anni di sussidio all’80% della retribuzione, e senza il tetto dei 1.152 Euro lordi mensili che vale per tutti gli altri, il che significa che per circa 150 dei dipendenti ALITALIA che percepivano la cassa straordinaria nel 2015 il sussidio percepito andava da 10mila ai 20mila Euro lordi al mese, con casi limite che si avvicinavano all’incredibile cifra di quasi 30 mila Euro di sussidio mensile.

E tutto ciò suona ancor più scandaloso se si pensa alle decine di dipendenti ALITALIA inquisiti negli scorsi anni perché, oltre a percepire decine di migliaia di Euro di cassa integrazione al mese pagati dal contribuente, lavoravano di nascosto per le compagnie aeree dei Paesi Arabi arrotondando altri 15 o 20 mila Euro al mese.

Ma la ciliegina sulla torta è addirittura peggiore, se appena si considera che dalle tabelle pubblicate dall’INPS si apprende che un pilota ALITALIA che percepisce un salario mensile di 10.000 euro, di cui circa 4.000 euro di indennità di volo, versa al Fondo per il finanziamento della cassa integrazione straordinaria extralusso di cui può beneficiare un contributo di….. 7,5 euro mensili!!! (SIC!!!) e che tali contributi coprono appena il 4% del costo che lo stato sostiene per i cassintegrati d’oro, mentre il restante 96% proviene da un balzello di sapore medievale, sotto forma di una incredibile tassa di imbarco di 3 Euro che ognuno di noi è tenuto a versare per ogni volo aereo effettuato con partenza dal nostro sventurato Paese, a prescindere dalla categoria del biglietto aereo acquistato e dalla compagnia aerea che effettua il volo.

L’odiato balzello che non ha eguali al mondo, ha spinto molte compagnie low-cost (notoriamente le più efficienti e produttive del trasporto aereo) a ridurre i voli in partenza dagli aeroporti Italiani danneggiando quindi l’economia nazionale, con la conseguenza paradossale e pazzesca che le famiglie italiane che già stentano ad arrivare alla fine del mese e soffrono della interminabile crisi economica che attanaglia il nostro Paese da un decennio sono tenute a finanziare i sussidi extra-lusso dell’ALITALIA, oltre che ovviamente a garantire con le proprie tasse ed imposte l’ennesimo “prestito ponte” garantito alla compagnia.

 

                                                                                                           Gianni Brandi

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994 al 2015 ha collaborato regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero, Il Resto del Carlino, La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Nel 2009 è direttore del quotidiano teramano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Ora direttore della testata giornalistica on line la-notizia.net

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