lunedì, Dicembre 6, 2021
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L’Egitto assiste a strage cristiani copti e reagisce. Al Sarraj: “Lesa sovranità”

Cristiani, “infedeli”, ancora nel mirino. A distanza di 24 ore dall’attentato ad un convoglio di bus di cristiani copti a Menyah, l’Isis rivendica l’attentato. Ma non c’erano ormai, in realtà, molti dubbi. Ormai la dinamica è chiara, la pratica riconoscibile, l’impronta identificabile. E la conferma arriva dopo poche ore.

L’Egitto ha immediatamente fatto sentire la propria voce reagendo con blitz aerei in Libia. Ma al Sarraj, leader del Governo di accordo nazionale libico, accusa: “Raid attentato alla nostra sovranità”. La questione non è più così semplice, gli affari internazionali si complicano. Quello che è certo è che la politica del terrore, vigliacca, incapace di combattere allo scoperto una guerra vera, continua a colpire persone comuni, indifesi, bambini, uomini o donne impiegati nelle proprie attività quotidiane. Un’attività subdola, coltivata nell’ombra, a colpi di ordigni esplosivi ad altezza di bambino. E non solo.

Il governo di accordo nazionale libico, guidato da Fayez al Sarraj, ha denunciato i raid aerei dell’Egitto a Derna come “un attentato alla sovranità” del Paese. “Quali che siano i pretesti, noi respingiamo ogni azione che attenti alla sovranità del nostro paese – si legge nel comunicato diffuso dal governo di Sarraj – non c’è alcuna giustificazione alla violazione del territorio di altri Paesi, non importa come sia qualificata”.

Un convoglio di due autobus che trasportava i fedeli è stato assalito venerdì mattina – alla vigilia dell’inizio del mese del Ramadan – da un commando di dieci uomini  a bordo di tre pick-up a 250 Km a sud del Cairo. Armati di mitragliatrici e vestiti con divise militari, gli attentatori hanno bloccato il mezzo, sono saliti a bordo e hanno aperto il fuoco sui passeggeri. Le persone a bordo erano dirette al monastero di San Samuele, nella provincia di Minya. I terroristi dell’Isis – fuggiti dopo il massacro –  stanno portando avanti da mesi una campagna contro la minoranza copta. Papa Francesco, ha invocato una preghiera” per i nostri fratelli copti egiziani che sono stati uccisi in quanto non intendevano rinnegare la fede”.

Francesco ha poi aggiunto: “Ricordiamo che i martiri cristiani oggi sono di più dei tempi antichi”. Papa Francesco ha ragione. Oggi i martiri cristiani sono in numero maggiore. Questo non deve indebolire, ma rafforzare. La forza semplice, quella di mantenere il proprio credo, malgrado tutto, è il piano più efficace contro la vigliaccheria degli assalti rivolti a persone che non prevedono di doversi difendere. In ogni caso, la sola certezza è che i cristiani in Egitto ora si trovano, come anche i cristiani dell’Occidente, di fronte ad un bivio: difendersi o perire.

Lucia Mosca