mercoledì, Settembre 22, 2021
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Blue Whale, il gioco dell’orrore che mette a rischio gli adolescenti

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Blue Whale, o, per meglio dire, Balena blu. Un nome innocuo dietro al quale si cela però un gioco assassino. E nel caos assoluto dei nostri giorni, in una società priva di valori, punti di riferimento, ideali, certezze, non poteva che avere facile presa sui più fragili: gli adolescenti.

Si tratta di un “gioco” che viene da lontano e che ha fatto già numerose vittime in altri paesi. Fa leva sulla solitudine dei nostri ragazzi e sulla loro predilezione per gli horror. Il meccanismo si basa su 50 prove da superare in 50 giorni, sotto la supervisione di una sorta di “tutor”. Tra queste alzarsi alle 4 del mattino, vedere filmati horror indicati dal tutor, infliggersi ferite, non parlare con nessuno, salire su tetti. Il “gioco” istiga all’alienazione, all’autolesionismo, al suicidio. E sta avendo ampia diffusione grazie ai social.

L’ultimo caso, in Italia, si è verificato a Ravenna, dove una giovane ha postato una foto su internet dopo essersi inflitta vari tagli al braccio.  fortunatamente gli agenti della Polizia postale hanno intercettato la foto risalendo al pc della ragazza. E così la giovane è stata salvata.

In altri casi non è andata così bene. La Blue whale è nata in Russia e ha già portato alla morte 157 adolescenti. Secondo il “gioco” dell’orrore  l’ultimo giorno bisogna suicidarsi da un palazzo molto alto. Alla base del meccanismo c’è senza ombra di dubbio una manipolazione psicologica della vittima, che si basa sulla fragilità psicologica degli adolescenti. Famiglie e società dovrebbero  fare qualcosa per renderli meno soli e per dotarli di un sistema di valori che li preservi e li protegga. L’ideatore del gioco della morte ha un nome e congnome. Si tratta di Philip Budeikin, un giovane di 22 anni recluso in un carcere russo dal 2016, che ha ammesso di Budeiken aver istigato almeno 16 adolescenti russi al suicidio per “purificare la società”. Dalla Russia Blue Whale ha poi raggiunto il Brasile, Francia e Inghilterra.

Lucia Mosca