giovedì, Settembre 16, 2021
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CORTEI E PARATE PER LA REPUBBLICA CHE NON C’E’

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Il graffio della tigre – editoriale

Parate, sfilate, in nome della Repubblica italiana. Cortei di sindaci, in primis quelli delle zone terremotate. E grandi discorsi sul passato che guida il nostro presente ed il nostro futuro. Ma riflettiamo sul significato di Repubblica. Riflettiamo sulla nostra Costituzione. Che cosa è rimasto degli ideali? Che cosa è rimasto del concetto di Patria, di onore? Al di là della celebrazione dell’inno e della nostra storia, che cosa rimane da celebrare visto che il concetto di repubblica e di sovranità del popolo italiano sono stati fagocitati da un vortice di corruzione, malcostumi, ignoranza, incapacità di governare togliendo, tra l’altro, agli italiani la possibilità di esercitare il diritto di voto se non dopo aver formulato leggi elettorali ad hoc? L’Italia, secoli fa faro d’Europa per quanto riguarda arte e cultura, l’Italia, che ha visto l’Impero Romano dominare il mondo, ora è ridotta ad un postribolo di inetti che dichiarano lauree non avendole, che gestiscono il denaro pubblico facendolo diventare proprio (parliamo di fatti di cronaca) e nel mentre vengono disattese le fondamentali e primarie necessità di ogni essere umano: il diritto ad avere casa ed un futuro sopratutto se si verifica una tragedia (vediamo come sono andati i fatti del terremoto), il diritto alla salute (la sanità viene attualmente gestita solo a livello di business), il diritto alla sicurezza, il diritto al lavoro. I nostri politici continuano ad ingrassare (all’epoca della Rivoluzione Francese la malattia dei ricchi era la gotta) mentre il popolo, a seguito anche di un abbassamento del livello culturale voluto e pilotato negli anni, si impoverisce progressivamente sia a livello economico, sia a livello di valori e di speranze per il proprio futuro. Quindi, festeggiamo. Sul palco presidenziale allestito a via dei Fori Imperiali per la tradizionale parata militare del 2 Giugno Sergio Mattarella è in compagnia del premier Paolo Gentiloni. Presenti anche moltissimi ministri, vertici militari e autorità locali. Oltre naturalmente i presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso. La parata – alla quale parteciperanno circa 4.000 persone, tra militari e civili – sarà aperta quest’anno da 400 sindaci, con in prima fila quelli dei Comuni del centro Italia colpiti dal terremoto. Ricordiamo che tali territori sono stati lasciati in balia di se stessi per diversi mesi.
 “Possa l’Italia progredire e prosperare nella concordia, offrendo il suo prezioso contributo alla pace e alla giustizia nel mondo”. Lo afferma papa Francesco in un tweet diffuso sul suo profilo @Pontifex in occasione della Festa della Repubblica.
“Nel settantunesimo anniversario della nascita della Repubblica Italiana, rivolgo il mio saluto agli uomini ed alle donne delle nostre Forze Armate ed insieme a loro rendo omaggio ai tanti caduti lungo il difficile e sofferto cammino del nostro Paese verso la libertà e la democrazia. Inizia così il messaggio che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato al capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano. “I valori che ci hanno unito il 2 giugno del 1946 – sottolinea – continuano a guidarci per realizzare lo stesso desiderio dei nostri padri: dare alle future generazioni un’Italia in pace, prospera e solidale, in grado di assolvere a un ruolo autorevole e propulsivo all’interno di quella comunità internazionale che abbiamo contribuito a edificare. Le difficoltà che stiamo affrontando, le minacce alla nostra sicurezza e al nostro benessere vanno sostenute con la limpida coscienza dei risultati raggiunti”. Infatti i risultati raggiunti sono i seguenti: un Paese privo di prospettive, giovani senza lavoro, generazioni invecchiate all’ombra di contratti di lavoro privi di tutele, una nazione in cui non si fanno bambini, senza certezze, privata del concetto di sicurezza e malgestita dalla “congreazione politica” che come primo obiettivo ha quello di rimpinguare il proprio portafogli. Tanti auguri alla Repubblica Italiana.

Lucia Mosca