venerdì, Dicembre 3, 2021
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LONDRA, ULTIMO ALLARME PER LA VECCHIA EUROPA: DIFENDERSI O PERIRE

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L’incubo ritorna: ieri sera a Londra l’ennesimo attacco del terrorismo islamista ha lasciato sul terreno 6 morti e decine di feriti con il consueto strascico di commenti da parte del Primo ministro Theresa May, di Scotland Yard e degli altri leader politici europei. Ma oggi, di fronte alle vittime schiacciate o sgozzate dall’aggressione jihadista le parole non bastano più, e non servono in realtà a nulla.Bisogna avere il coraggio di guardare finalmente in faccia la realtà, e di contrastare radicalmente i profeti dell’ecumenismo e del relativismo morale e culturale ed i professionisti dell’antirazzismo e dell’accoglienza a tutti i costi. Siamo in guerra, piaccia o non piaccia: l’Occidente è sotto l’attacco di un terrorismo fanatico e vile, che non si fa scrupolo di tagliare la gola a cittadini innocenti a passeggio nelle strade di Londra o di Nizza o di Berlino, oppure di far saltare in aria bambine e ragazzine radunate per un concerto a Manchester, o appassionati di musica in un locale di Parigi o di Bruxelles, o pendolari in viaggio nelle metropolitane di Londra o di Madrid.

E questa è una guerra sporca e disonorevole, i cui protagonisti non vestono divise e non mostrano bandiere, ma si nascondono nell’ombra pronti a colpire. Di fronte a questa minaccia mortale per la vecchia Europa, che stavolta mostra il suo ventre molle nel nord del Continente dove più dannosa è stata la mentalità integrazionista, ecumenista e terzomondista, l’Occidente si trova di fronte ad un bivio inevitabile: DIFENDERSI O PERIRE. Difendersi con durezza nel rispetto delle regole civili, con azioni decise delle forze di polizia e con la applicazioni rigorosa dei principi giuridici del diritto internazionale che indicano il criterio di reciprocità quale norma fondamentale per regolare il rapporto fra Stati, popoli e religioni diverse. Si torni a vigilare in maniera inflessibile sulle nostre frontiere, e si riconoscano a stranieri ed a credenti di religioni diverse da quella cristiana tutti i diritti e tutte le tutele garantite ad europei e cristiani nei Paesi islamici, ma nulla di più.

E’ necessario finire una volta per tutti di inviare messaggi di debolezza e pavidità verso i Paesi extraeuropei e verso gli immigrati di seconda e terza generazioni che, anziché nutrire gratitudine e riconoscenza verso l’Europa che li ha accolti, curati, nutriti, educati ed assistiti coltivano l’odio e si nascondono nelle nostre città pronti a colpire i propri vicini di casa. Si colpiscano con durezza gli aspiranti terroristi, si revochi la cittadinanza a chi mostri di non meritarla e li si accompagni fuori dalle frontiere dell’Europa. La situazione è grave ed il tempo sta per scadere: i popoli Europei smettano di sostenere i vecchi politici, servi sciocchi dell’ecumenismo di maniera e dell’antirazzismo in servizio permanente effettivo, e pretendano patriottismo e sicurezza da chi verrà chiamato a rappresentarli. Non c’è libertà senza sicurezza, e non c’è onore e dignità se non si è capaci di difendere la propria civiltà dall’attacco di tagliagole e terroristi.

                                                                                       Il Conte Rosso