sabato, Settembre 25, 2021
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CASETTE AI TERREMOTATI: LA LOTTERIA DELLA VERGOGNA

Terremoto, vergogna senza fine. Riffa con tensione e liti per l’assegnazione di 26 casette ad Arquata del Tronto. Una tensione accumulata nell’arco del tempo, tra l’impossibilità di avere una vita normale e la totale assenza di uno Stato che in teoria dovrebbe comportarsi come un padre di famiglia che si fa carico del benessere delle persone che compongono il nucleo familiare. E la frustrazione dei cittadini si è tramutata così in rabbia. A provocarla il sorteggio, che, tra l’altro,  a causa del ritardo del notaio si è rivelato più complicato del previsto. E sono solo 26 su 200 le famiglie che hanno vinto la lotteria delle casette. Una vera e propria beffa. In tutto questo, ci chiediamo che fine hanno fatto i 29 milioni 48 mila 351 euro raccolti lo scorso anno grazie alla solidarietà dei cittadini italiani tra sms solidali e bonifici. Si diceva che sarebbero stati sbloccati in data successiva al 14 febbraio. Ma siamo arrivati a giugno.

E l’umiliazione diventa grottesca per le popolazioni colpite dal sisma. Al problema di dover superare una situazione emergenziale senza precedenti, si aggiunge quello di vedersi negare un diritto fondamentale come quello abitativo. In molti vorrebbero poter tornare a vivere in prossimità di attività lasciate ormai in stato di abbandono, in molti vorrebbero cominciare a rimettere insieme i cocci delle proprie vite. La maledetta burocrazia ha negato loro anche questo, sottoponendoli all’ennesima beffa: una “lotteria” per l’assegnazione delle casette. Eppure grazie al fondo di solidarietà 700 famiglie sarebbero già potute tornare ad una vita pressoché normale. Una casetta completa di allacci, di medie dimensioni ne viene a costare circa 40 mila. Quindi, se la matematica non è un’opinione, utilizzando il fondo di solidarietà 725 famiglie avrebbero potuto già vedere risolti in parte i propri problemi. Perché non è stato fatto? E’ presto detto. E’ mancata la volontà di fare. Non ci sono scusanti, né attenuanti a questo spaventoso ritardo. E se questa è l’Italia, cambiamola. E parliamo ora della modalità con cui è stata decretata l’agibilità di case a rischio. Due casi per tutti: Roccafluvione e Folignano.

Roccafluvione: la denuncia arriva da Maurizio Bargiacchi, marito, padre, nonno da poco, che è ancora in attesa delle verifiche richieste sul terreno sul quale è ubicata la sua abitazione, fortemente segnata dal terremoto. “Si tratta di una situazione – spiega – che non riguarda solo me ma tantissime altre persone. Pago di tasca mia una sistemazione nel comune di Folignano che non è neppure detto sia sicura. Nel mentre non ho riscontri relativamente alle richieste fatte di ulteriori controlli e analisi sul terreno di Roccafluvione. Ci sono casi di persone che sono rientrate in abitazioni dichiarate sicure solo perché è venuta a mancare la presenza della Protezione civile che avrebbe dovuto analizzare la situazione a conclusione dell’intero evento sismico. Le verifiche non sono state ripetute come sarebbe stato giusto e corretto. Mi è stato anche detto che, se volevo, avrei potuto commissionare controlli per mio conto. Ma stiamo scherzando? Qui si gioca con la vita delle persone. Non è dicendo che si può commissionare un tecnico di fiducia che si risolve il problema”.

Folignano: la scheda Aedes, che porta data 24 marzo, decreta l’agibilità dell’edificio. Ma, a seguito della successiva scossa di terremoto, registrata con epicentro ad Accumoli, di grado 3.2, l’immobile ha subito danni evidenti e le crepe sono visibili. Tuttavia non si ritiene di dover mettere la casa in sicurezza visto il responso degli esperti inviati dalla Protezione civile per effettuare il sopralluogo.

Tutto questo accade a Folignano, in via Torsellini n.1. Tra l’altro le famiglie che vi abitavano, attualmente allocate in uno degli hotel convenzionati, l’hotel Cavaliere di Centobuchi di Monteprandone, hanno ricevuto l’ordinanza di sgombero ed il timore di rientrare sembrerebbe più che giustificato.

All’interno del palazzo, edificio residenziale popolare, si trovavano in precedenza anche famiglie con elementi disabili. In teoria dovrebbe essere l’Erap a fare richiesta di un nuovo sopralluogo. “Come si fa – lamenta uno degli ex inquilini – a rientrare in un’abitazione in queste condizioni?” Tra l’altro, i locatari avevano ordinato e disposto all’inizio dell’anno una contro-perizia, che attestava come il terremoto del 24 agosto e quello del 30 ottobre 2016 avessero lesionato gravemente l’immobile, compromettendone la stabilità. Ora, per loro è stato disposto il rientro nell’edificio, che avverrà lunedì. Non ci sono altre parole per commentare la gestione dell’emergenza sisma: VERGOGNA.

Lucia Mosca