sabato, aprile 20, 2019
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AGGUATO CON ARMI DA FUOCO PER STEVE SCALISE, FEDELISSIMO DI TRUMP

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Steve Scalise coinvolto in un agguato con armi da fuoco. La furibonda campagna d’odio condotta da mesi contro il presidente Trump ha generato i primi frutti avvelenati: su di un campo di baseball ad Alexandria in Virginia dove si stavano allenando diversi esponenti del Partito Repubblicano per la annuale partita di beneficenza del CONGRESSIONAL BASEBALL GAME che si svolge da oltre un secolo fra la squadra dei Democratici e quella dei repubblicani, e che era in programma per domani 15 giugno al National Parks di Washington, si è svolto un attacco a colpi di arma da fuoco contro i giocatori schierati in campo.

A terra sono rimasti 4 feriti, due poliziotti un consigliere politico Repubblicano e Steve Scalise, capogruppo del Grand Old Party alla Camera dei deputati statunitense, fedelissimo di Trump e sostenitore della politica per la sicurezza nazionale messa in campo dal nuovo Presidente, a cominciare dal bando all’ingresso negli Stati Uniti di soggetti provenienti dai 6 Paesi a maggior rischio di infiltrazione da parte del terrorismo Islamista.

Dopo mesi di manifestazioni di protesta contro l’elezione a sorpresa dello sfavorito outsider Trump alla Casa Bianca – invero non particolarmente rispettose dei principi democratici – di forsennate campagne di stampa sul fantomatico RUSSIAGATE orchestrate dai maggiori giornali americani, che non hanno ancora digerito la disastrosa sconfitta subita dalla loro candidata preferita Hillary Clinton, strenuamente sostenuta alla faccia dell’indipendenza e della libertà di stampa, e di continui sgarbi e provocazioni nei confronti del neopresidente escogitate da artisti e sportivi protagonisti dello star-system a stelle e strisce (buon ultimo il rifiuto opposto dalla squadra di basket dei GOLDEN STATE WARRIORS vincitori del campionato NBA al tradizionale invito alla Casa Bianca, rigettato per manifestare contro le politiche di Trump) l’attacco sale di livello e coinvolge Steve Scalise, capogruppo repubblicano.


L’attentatore di oggi, subito fermato dalla Polizia, fa tornare alla mente di noi Italiani gli anni di piombo, durante i quali i nemici ideologici non andavano contrastati, bensì abbattuti, con buona pace degli intenti umanitari e progressisti di certi cattivi maestri.

Staremo a vedere se gli Americani saranno disposti a farsi trascinare in una guerra civile ideologica permanente, mirata a combattere un neopresidente eletto dai cittadini contro tutti i pronostici ed i sondaggi, e contro l’intero establishment che mal digerisce la presenza di Trump alla Casa Bianca.

Il sistema contro il popolo sovrano, sembra essere ancora una volta la colonna sonora di questo aspro scontro in atto, che però non è più in grado di manipolare la libera volontà dei cittadini: chi ha sparato oggi contro avversari politici indifesi rappresenta il passato, ed ha già perso la sua vile battaglia.

 

                                                                                       Il Conte Rosso

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