mercoledì, Dicembre 8, 2021
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NO ALLA CITTADINANZA FACILE: LO IUS SOLI FUORI TEMPO E FUORI LUOGO

< img src="https://www.la-notizia.net/ius-soli.jpg" alt="ius soli"

Ed infine approda nell’aula del Senato la tanto attesa legge sulla cittadinanza che vuole introdurre lo ius soli nell’ordinamento giuridico italiano.

Secondo i promotori della cosiddetta riforma, non sarebbe più la cittadinanza Italiana di uno o di entrambi i genitori a conferire la nazionalità ai figli, ma basterebbe essere nati sul territorio italiano da soggetti anche stranieri che siano titolari di un permesso di soggiorno permanente, ed aver completato in Italia un ciclo scolastico per acquisire la nostra cittadinanza, senza dover attendere di compiere la maggiore età come previsto oggi.

Si sentiva davvero la necessità di una ulteriore facilitazione per il conseguimento della cittadinanza Italiana? Si direbbe proprio di no, se appena si volesse considerare che nei Paesi del Nord Europa martoriati dai continui attacchi del terrorismo Islamista realizzati da immigrati di seconda e terza generazione, si sta marciando in direzione opposta, abolendo gli automatismi per la concessione della cittadinanza e rimpiazzandoli con sistemi di meritocrazia valoriale.

LOVE IT, OR LEAVE IT come dicono gli Americani: amala o lasciala, intendendosi con questo che la cittadinanza di una Nazione occidentale va concessa esclusivamente a quegli immigrati di cui si sia verificata la avvenuta adesione ai principi ed ai valori della società ospitante. Basta con i terroristi della porta accanto, che dopo aver sfruttato per anni sanità, istruzione, alloggi pubblici e sussidi sociali della nazione ospitante ed averne acquisito la cittadinanza che agevola i loro spostamenti sul territorio, su trasformano in cellule impazzite della guerra santa islamista.

La cittadinanza deve essere meritata, se si vuole che venga apprezzata da chi la riceve.

No agli automatismi previsti dallo ius soli, quindi, ma rigorosa verifica della avvenuta adesione da parte degli immigrati richiedenti ai nostri principi giuridici ed ai nostri valori civili: questa è l’unica strada se vogliamo evitare che le nostre città si riempiano di JIHADI JOHN in erba o di rapper islamisti in servizio permanente effettivo che ci sventolino sotto il naso il passaporto Italiano.

E che tutto ciò avvenga nel più rigoroso rispetto del criterio di reciprocità, principio cardine del diritto internazionale: si conceda la cittadinanza Italiana con le stesse regole con le quali il Paese del soggetto richiedente concederebbe la propria ad un Italiano.

Questa è l’unica strada da percorrere se si vuole coniugare umanità e sicurezza.

 

                                                                                                                           Il Conte Rosso