sabato, aprile 20, 2019
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HERI DICEBAMUS: “IUS SOLI”, INFELICE USCITA DI MONS. GALANTINO

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Ma che fine hanno fatto i bravi vescovi di una volta, abituati ad agire più che a parlare, rigorosamente rispettosi dei limiti del magistero spirituale ad essi affidato dalla Chiesa senza invasioni di campo nel terreno dello scontro politico, secondo l’impeccabile precetto evangelico che prescrive di lasciare a Cesare quel ch’è di Cesare ed a Dio quel ch’è di Dio?

Altri tempi forse, ma di certo molto migliori di quelli attuali: l’ultima entrata a gamba tesa nella tenzone politica di Mons. Galantino, segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, e strenuo difensore dell’immigrazione regolare e non nel nostro Paese, lascia davvero basiti.

Nella confusa disputa accesasi in Parlamento attorno alla proposta di nuova legge che faciliterebbe notevolmente la concessione della cittadinanza Italiana agli immigrati, passando dall’attuale sistema normativo basato sullo ius sanguinis, ad un pericoloso ed antistorico ius soli (lo stesso sistema cioè che ha garantito la cittadinanza francese, inglese e belga ai tanti terroristi interni provenienti dalle fila della immigrazione di seconda e terza generazione di tutto desiderosi tranne che di integrarsi nelle società dei Paesi ospitanti, dei quali però si è ampiamente fruito per assistenza medica, educazione pubblica, case popolari e sussidi sociali) Mons. Galantino ha pensato bene di gettarsi a testa bassa.


E per sostenere quale tesi, di grazia, ammesso e non concesso che tale argomento rientrasse nelle materie di competenza del ruolo rivestito? Sostenendo a spada tratta che i leader della Lega Nord e del M5S – rei   di opporsi all’introduzione dello ius soli – sarebberoPiazzisti da quattro soldi che pur di prendere voti, di raccattare voti, dicono cose straordinariamente insulse!“.

Non soddisfatto del tatto e della prudenza con cui si era già espresso, Mons. Galantino è tornato sull’argomento con una intervista su Famiglia Cristiana rincarando la dose parlando di piazzisti di fanfaronate da osteria, chiacchiere da bar che rilanciate dai media rischiano di provocare conflitti.

E rispondendo alle accuse della Lega e dei “grillini” , colpevoli di richiedere che prima delle pretese dei clandestini e delle necessità dei richiedenti la cittadinanza Italiana venissero antiposti i bisogni dei milioni di Italiani e relative famiglie che stentano ad arrivare alla fine del mese senza alcun aiuto da Parte dello Stato che invece spende miliardi e miliardi di Euro per gli immigati clandestini, non ha trovato di meglio che domandare se Salvini, Zaia e Grillo accolgono i migranti come li accoglie la Chiesa.

Non si sa davvero più se ridere o piangere rammentando i miliardi di Euro sborsati dai cittadini Italiani che alimentano il business dell’immigrazione clandestina. Resta solo da confidare nello Spirito santo, che possa infondere una scintilla di buon senso nelle teste più ostinate, e riportare la corretta separazione fra i poteri temporali dello Stato e quelli spirituali della Chiesa e delle sue organizzazioni.

                                                                                                                           Il Conte Rosso

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