lunedì, Dicembre 6, 2021
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SALVATORE GAROFALO, LA VITA UMANA VALE PIU’ DI UN ABUSO EDILIZIO

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Ennesima tragedia della burocrazia sorda e cieca sabato scorso ad Eboli. Salvatore Garofalo, muratore di 64 anni, non ha resistito al dolore ed è morto d’infarto mentre assisteva all’abbattimento della propria casa abusiva in via Francesco Caracciolo, vicino al mare della cittadina salernitana, dove è accaduta la tragedia.

Ed ancora una volta lo Stato ha mostrato il suo volto peggiore, quello forte con i debole ed impotente contro la criminalità organizzata che del litorale della Piana del Sele ha fatto scempio, fra discariche abusive, prostituzione ed ogni forma di degrado ambientale.

Ed in una simile situazione qual’era la grave colpa di cui si era macchiato il signor Salvatore, malato e già sottoposto ad un trapianto di rene, desideroso di lasciare alla propria famiglia una casetta dignitosa vicino al mare della propria cittadina? Quella di aver commesso un abuso edilizio costretto dalla farraginosa ed incomprensibile normativa urbanistica che troppo spesso caratterizza una legge che va interpretata per gli amici ed invece applicata per i semplici sconosciuti?

Oppure di non aver potuto fruire di uno dei mille condoni edilizi del Belpaese che hanno premiato i furbi e danneggiato tante persone in buona fede che non hanno trovato il modo di sanare le irregolarità commesse, vanificando il lavoro di una vita?

Bene ha fatto quel senatore che ha minacciato le proprie dimissioni se non interverrà una nuova norma che possa sanare il cosiddetto abusivismo di necessità (e non quello speculativo, si badi bene) salvando la vita di tanti altri padri  di famiglia, di tanti altri signor Salvatore stritolati da uno Stato e da una burocrazia che non vogliono ascoltare le ragioni dei propri cittadini.

Che senso ha abbattere una casetta che si era costruito un uomo che aveva lavorato per una vita, ora malato ed invalido, e che lì viveva con la moglie ed i nipotini?

Non è questa l’Italia che vogliamo, troppo tollerante con delinquenti e clandestini di tutte le specie, ma arcigna ed inflessibile con la povera gente: tutto il contrario sarebbe necessario, per far sì che i milioni di Italiani perbene che oggi soffrono in silenzio possano tornare ad essere orgogliosi del proprio Paese.

   Gianni Brandi