mercoledì, Luglio 28, 2021
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Omicidio Spinelli, l’autopsia conferma: fatale il colpo al cuore

Una vita segnata dalla violenza, muore per mano dell’albanese Farim Koldashi

 

di Alessia Stranieri

Alba Adriatica – E’ stato effettuato, questa mattina, l’esame autoptico sul corpo di Manuel Spinelli, il ragazzo 22enne di etnia rom che ha perso la vita, nella notte di martedì, ad Alba Adriatica. L’anatomopatologo Giuseppe Sciarra ha confermato che il decesso si è concretizzato in un brevissimo lasso di tempo a causa dello shock emorragico dovuto al violento colpo inferto al cuore. Il giovane, in compagnia di amici, usciva da una pizzeria all’angolo tra Viale Mazzini e il lungomare Marconi. In quel mentre sopraggiungeva l’albanese Farim Koldashi, di 27 anni, a bordo della sua auto accompagnato dalla fidanzata. E il movente sembrerebbe legato proprio alla gelosia per quest’ultima. La ragazza, infatti, sarebbe anche l’ex della vittima. Da qui sarebbe scoppiata una violenta rissa. Insulti, pugni fino a che il Koldashi avrebbe tirato fuori un coltello con il quale avrebbe sferrato alcuni fendenti violentissimi, tra cui uno all’altezza del cuore del rom. Il giovane si accascia a terra agonizzante. I due rom, tra cui il padre, lo caricano su un’auto che successivamente intercettata da un’ambulanza, inviata nel frattempo dal 118,lo trasporta al pronto soccorso. Spinelli, però, sarebbe spirato appena giunto all’ospedale di Giulianova. L’omicida, tempestivamente rintracciato dalle forze dell’ordine, è stato condotto all’ospedale di Teramo per aver riportato delle fratture maxillo facciali causate dai pugni ricevuti al volto. L’albanese, difeso dall’avvocato Paola Pedicone, non ricorderebbe di aver colpito il giovane rom al cuore, ma avrebbe memoria solo del colpo sferrato all’occhio sinistro. Intanto il sostituto procuratore Davide Rosati ne ha disposto il fermo con l’accusa di omicidio volontario. Una vita segnata da tragici episodi di violenza quella di Manuel Spinelli che, a soli 13 anni, nella notte tra il 9 e il 10 agosto del 2009, insieme ad un gruppetto di minorenni, prese parte all’uccisione di Antonio De Meo, studente universitario di Castel di Lama. Un tragico gioco del destino anche il luogo della sua morte, avvenuta a pochissimi metri da dove nel 2009 fu ucciso Emanuele Fadani, l’imprenditore di Alba Adriatica, aggredito da un gruppo di rom. Episodio per il quale è stato condannato Sante Spinelli, lo zio della vittima.