martedì, Aprile 20, 2021
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Bruxelles, tra il pugno di ferro (May) e le eterne promesse (Italia)

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Ci risiamo: a Bruxelles l’ultimo Consiglio Europeo ha portato ad un nuovo stop alla premier britannica May sui temi caldi della Brexit, ed ha assicurato un ulteriore impegno per l’appoggio all’Italia sulla condivisione dell’onere dell’accoglienza ai migranti clandestini sbarcati nei vari porti del nostro Paese per accedere al territorio Comunitario.

Ma anche stavolta sorge il dubbio che ai roboanti comunicati diffusi dopo la 2 giorni di assise europea non seguiranno fatti, ma vuote promesse,

Se appare incomprensibile la risposta ostile alla proposta della May di garantire la residenza permanente ai cittadini comunitari che da almeno 5 anni vivono e lavorano in Gran Bretagna, assicurando che comunque nessun cittadino comunitario verrà in ogni caso allontanato dal Paese perchè, come ha dichiarato la premier Inglese è stata presentata “un’offerta seria ed equa, che rassicurerà i cittadini europei che vivono nel Regno Unito. Loro hanno costruito le loro vite e le loro case nella nostra Nazione e potranno continuare a stare da noi”, ancor meno credibili suonano le ennesime rassicurazioni all’Italia circa la ripartizione degli oneri finanziari derivanti dall’accoglienza ai clandestini, ed in particolare al trasferimento di quote degli stessi negli altri Stati comunitari.

Se infatti i costi in Italia per la  prima accoglienza della valanga di migranti in arrivo, già astronomici lo scorso anno e pari a quasi 4 miliardi di Euro stanno ancora lievitando e quasi raddoppiando nel 2017 dopo la chiusura della rotta balcanica da parte della Turchia (con conseguenti continue minacce da parte di Erdogan di riapertura delle frontiere ai clandestini in transito verso l’Europa), senza che da parte Europea sia giunta traccia di rimborsi di tali spese mente al contrario la Commissione manifesta dubbi sul possibile sfondamento del deficit previsto per l’Italia, proprio a causa di tali costi, quale credito si può attribuire ora alle promesse giunte da Bruxelles?

Sembra quasi che le Euroburocrazie, considerando a torto scongiurato dopo gli ultimi risultati elettorali il rischio del cosiddetto populismo tanto paventato dopo la vittoria della Brexit e l’avanzata del Fronte Nazionale in Francia, non vedano l’ora di ricominciare con le solite assurdità ed amenità assortite.

Prima di tutto si ritengono in maniera incomprensibile insufficienti le proposte formulate dalla premier Inglese May a tutela dei cittadini comunitari che vivono e lavorano nel Regno Unito, garantendo che a nessuno di essi verrà negata la permanenza in Gran Bretagna.

E poi si ricomincia a suonare la grancassa dei buoni propositi per l’accoglienza dei clandestini, che però per il momento restano sul groppone dell’Italia con relativi costi, anziché cominciare a rivedere una normativa folle sui richiedenti asilo, che dovrebbero essere rifugiati politici e quindi da conteggiarsi in alcune decine all’anno nel mondo e non invece come accade ora centinaia di migliaia di soggetti non identificati che appena sbarcati da carrette condotte da scafisti o da organizzazioni compiacenti, si affrettano a presentare  domande di asilo in fotocopia fruendo poi per mesi dei relativi sussidi previsti e risultando infine nella stragrande maggioranza dei casi sprovvisti dei benchè minimi requisiti necessari alla concessione dell’asilo politico richiesto.

E’ questa l’Europa che i cittadini desiderano, produttrice instancabile di normative bizzarre nei campi più disparati, tanto inutili quanto dannose, nonché mentore del più stantio buonismo fuori tempo e fuori luogo, nonché dispensatrice di vane promesse sull’immigrazione clandestina, mentre l’Italia è diventata il bancomat del business migratorio?

Siamo certi che così non sia, e che ben presto anche a Bruxelles se ne accorgeranno.

Per non parlare infine del prossimo terreno di scontro che si profila sulla Brexit in materia di competenza giurisdizionale contrapposta fra i tribunali Inglesi e la Corte di giustizia Europea.

Ma ogni giorno ha la sua pena, e della ennesima diatriba incomprensibile ci occuperemo al momento opportuno.

                                                                                                                      Gianni Brandi

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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