mercoledì, Settembre 22, 2021
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Ennesimo scandalo italiano: 11 milioni dei contribuenti dalla Rai a Fabio Fazio

Sembra un incubo, ma non ci si riesce a svegliare: il Consiglio di amministrazione della RAI approva a maggioranza un pazzesco e vergognoso contratto faraonico e non si vergogna di promettere a Fabio Fazio 11 milioni di Euro in 4 anni pagati dai contribuenti per l’odioso canone televisivo ora dovuto in bolletta elettrica.

“UNA RISATA VI SEPPELLIRA’” scrivevano gli studenti della Sorbona nel ’68 sui muri di Parigi: in questo caso, pensando alle milioni di famiglie Italiane che non arrivano alla fine del mese ed agli ultimi dati ISTAT che parlano di un italiano su due al Sud che rischiano la povertà verrebbe da dire “UN CONATO DI VOMITO VI SEPPELLIRA’ ”.

Bene ha fatto il deputato 5 stelle Fico Presidente della Vigilanza RAI a manifestare la massima indignazione per l’accaduto, definendo Fazio come il classico “comunista” con il cuore a sinistra ed il portafogli a destra, pronto a fuggire dalla RAI allorquando si è prospettato una minima riduzione del suo stipendio multimilionario salvo dichiararsi poi pronto a restare non appena il neo direttore generale RAI Orfeo ha proposto in Consiglio il faraonico contratto testè citato.

Ed altrettanto bene ha fatto il deputato dem Anzaldi, Segretario della Vigilanza RAI ad inoltrare esposti all’Autorità Nazionale Anticorruzione ed alla Corte dei Conti per lo scandalo appena compiuto, a spese dei contribuenti Italiani che sono costretti con la bolletta elettrica a pagare un Canone RAI odioso e sempre più inaccettabile se appena si considera che viene utilizzato per sperperi vergognosi come quello degli scandalosi contratti d’oro.

Cos’altro dire della vergogna appena compiuta? Che ai liberi cittadini Italiani rimane un’arma in mano per ribellarsi: il proprio telecomando, per non guardare mai più la messa in onda di programmi televisivi condotti da personaggi pagati annualmente 800 volte di più di un invalido che percepisca il sussidio riconosciutogli da questo Stato.

                                                                                   Il Conte Rosso