martedì, Dicembre 7, 2021
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PEDOFILIA, QUESTA L’ACCUSA: IL CARDINALE PELL TORNA IN AUSTRALIA

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E’ ufficiale: dovrà rispondere dell’accusa di pedofilia. Proprio lui, l’alto prelato voluto da papa Francesco per risanare i conti della Chiesa. Ora, a distanza di ben 50 anni, pende su di lui la spada di Damocle della più infamante delle accuse: pedofilia e violenza sessuale su minori. La polizia australiana dello Stato di Victoria ha infatti confermato ufficialmente la notizia di reato spiccata nei confronti del cardinale George Pell, attuale prefetto degli affari economici vaticani. I fatti sarebbero risalenti  agli anni 70. Pell ha sempre rigettato ogni accusa. Greg Burk ha confermato che Pell partirà per l’Australia, con l’autorizzazione del Papa, per avere la possibilità di difendersi. Ma stavolta potrebbe essere molto dura per “l’uomo di ferro” sempre pronto a combattere anche se messo fortemente alle strette.

Il cardinale George Pell, il più alto prelato cattolico australiano, e dal 2014 al terzo grado della gerarchia del Vaticano come prefetto di affari economici, è stato accusato di crimini sessuali legati a diversi episodi avvenuti molti anni fa. Egli è il più alto rappresentante vaticano coinvolto in un’indagine sulla pedofilia. “La notifica di reato – riporta Radio Nazionale Abc – è stata riportata stamattina dalla polizia australiana di Stato di Victoria ai rappresentanti legali di Pell a Melbourne e presentata presso la Magistrates Court, dove il prelato è atteso per il 18 luglio. Le accuse sarebbero state lanciate da più querelanti e le indagini riguarderebbero reati che sarebbero stati commessi negli anni ’70 a Ballarat, città natale di Pell, dove era allora sacerdote. Quando una recente intervista televisiva da Roma su un canale televisivo australiano citò  la possibilità di una sua incriminazione, Pell dichiarò: “Voglio solo ribadire la mia innocenza”.

Pell fu  creato cardinale nel 2003 da Giovanni Paolo II quando era arcivescovo di Sydney e primate d’Australia. Non è mai sfuggito agli interrogatori ma sulla sua attuale posizione in Vaticano la dice lunga il congedo concessogli  per tornare in Australia.

Lucia Mosca