martedì, Ottobre 15, 2019
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RENZI ANNASPA: DA ORLANDO A TOTI OPPOSIZIONE ALLE LARGHE INTESE

Dopo il successo della manifestazione di sabato a Roma organizzata dalla sinistra alternativa di Pisapia e Bersani, la situazione politica di Matteo Renzi  aspirante prossimo Premier di ritorno a Palazzo Chigi appare sempre più traballante.

Ampie aree di dissidenza all’interno del Partito Democratico, peraltro già presenti con numerosi importanti esponenti a Piazza SS. Apostoli sabato nella capitale, manifestano crescente malcontento nei confronti della linea personalistica del segretario del Partito.

Il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, capofila degli oppositori interni, mette le mani avanti ed avvisa Renzi di essere in totale disaccordo con il progetto di una nuova legge proporzionale che mira il giorno dopo il voto ad un nuovo Patto del Nazzareno che porti ad un governo di larghe intese con Berlusconi, giungendo a minacciare un referendum interno contro tale ipotesi.


E d’altronde anche da Forza Italia l’emergente governatore della Liguria Giovanni Toti, reduce dai brillanti successi ottenuti alle ultime amministrative nelle città di Genova e di La Spezia mette uno stop alle paventate larghe intese, manifestando contrarietà al sistema elettorale proporzionale e prospettando per il suo mentore Silvio Berlusconi un ruolo di padre nobile della Patria, come De Gaulle italiano.

Nella situazione venutasi a creare dopo il flop renziano alle ultime comunali di giugno le larghe intese tanto sospirate si allontanano sideralmente: tale ipotesi infatti anziché aggregare consensi sembra sempre più compattare vaste opposizioni in tutti gli schieramenti in campo, senza trascurare inoltre la scontata contrarietà del Movimento 5 stelle.

Sarebbe infatti sbagliatissimo considerare già fuori gioco i grillini dopo gli ultimi rovesci elettorali subiti, soprattutto in quel di Parma: le attuali difficoltà sono normali in una fase di crescita per una nuova forza politica, e nonostante gli intralci con cui debbono fare i conti le giunte Raggi ed Appendino non si debbono confondere le elezioni comunali – ovviamente più legate a dinamiche di potere locali e di apparati clientelari – con le consultazioni politiche nazionali, nelle quali verrà a galla tutta la insoddisfazione e la stanchezza dei cittadini Italiani nei confronti della politica attuale.

Basta parlare di leggi elettorali e di future coalizioni; gli Italiani perbene sono stanchi di sentirsi ospiti a casa propria, privi di sicurezza e stritolati da una pressione fiscale e burocratica insostenibile volta a mantenere sprechi scandalosi e stipendi e pensioni d’oro vergognose.

Solo chi saprà interpretare la rabbia degli Italiani, ne otterrà il consenso, con buona pace di Nazzareni bis e fantomatiche larghe intese.

                                                                                                               Il Conte Rosso

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