martedì, Ottobre 27, 2020
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Charlie, tra la vita e la morte: la Santa Sede lo vuole a Roma, Londra dice no

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L’incredibile vicenda di Charlie Gard sta smuovendo il mondo. E la Santa Sede fa la sua parte. Ma i cavilli burocratici legati ad una presunta giustizia in questo caso “assassina” mettono paletti difficili da superare. A seguito dell’intervento del Papa, l’ospedale Bambin Gesù di Roma si è detto disponibile ad accoglierlo per tentare altre cure.

Ma da Londra il no è secco e sembrerebbe irreversibile. “Abbiamo le mani legate – spiega l’ospedale presso il quale il bambino è attualmente ricoverato in attesa della morte – per motivi legali”. Una vicenda che commuove e divide. I genitori di Charlie non si arrendono e intendono portare avanti la propria battaglia d’amore, al di là di sentenze ciniche e di una burocrazia che ormai viene definita basata sulla “logica dello scarto”.

La vita vale la pena di essere vissuta finché c’è speranza, finché è possibile tentare. Accanimento terapeutico? Charlie ha solo dieci mesi di vita. Parlare di accanimento terapeutico sembra solo una scusa per porre fine ad una vita ritenuta inutile. Papa Francesco in questo è stato netto, dichiarando la propria vicinanza a Chris e Connie, manifestando il proprio appoggio alla loro volontà di curare il piccolo finché è possibile. Ma questo non ferma la giustizia britannica che pone ostacoli al trasferimento a Roma.

“Sono stata contattata  – spiega Mariella Enoc, presidente dell’ospedale pediatrico Bambin Gesù – dalla mamma di Charlie. È una donna estremamente determinata e molto decisa, che non vuole cedere di fronte a nulla. L’abbiamo ascoltata con attenzione, ci ha chiesto di provare a verificare la possibilità di una cura per il figlio e i nostri medici e scienziati stanno approfondendo la possibilità. Poi parleranno direttamente con la famiglia”.

Dall’altra parte, la Santa Sede farà tutto il possibile per superare gli ostacoli legali che non consentono il trasferimento del piccolo Charlie Gard al Bambin Gesù. E ci sono, a quanto pare, buone speranze che questo avvenga. Se così non fosse, sarebbe una grave sconfitta nei confronti della vita. Vorrebbe dire che qualsiasi vita ritenuta “inutile” per giudizio di una qualsiasi Corte che si erga in cattedra con in mano la falce, può essere soppressa senza il consenso di chi l’ha generata. Al di là dell’amore. Al di la della speranza.

Aurora Contessi

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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