sabato, Dicembre 4, 2021
Home > Mondo > Charlie, tra la vita e la morte: la Santa Sede lo vuole a Roma, Londra dice no

Charlie, tra la vita e la morte: la Santa Sede lo vuole a Roma, Londra dice no

< img src="https://www.la-notizia.net/santa.jpg " alt="santa”

L’incredibile vicenda di Charlie Gard sta smuovendo il mondo. E la Santa Sede fa la sua parte. Ma i cavilli burocratici legati ad una presunta giustizia in questo caso “assassina” mettono paletti difficili da superare. A seguito dell’intervento del Papa, l’ospedale Bambin Gesù di Roma si è detto disponibile ad accoglierlo per tentare altre cure.

Ma da Londra il no è secco e sembrerebbe irreversibile. “Abbiamo le mani legate – spiega l’ospedale presso il quale il bambino è attualmente ricoverato in attesa della morte – per motivi legali”. Una vicenda che commuove e divide. I genitori di Charlie non si arrendono e intendono portare avanti la propria battaglia d’amore, al di là di sentenze ciniche e di una burocrazia che ormai viene definita basata sulla “logica dello scarto”.

La vita vale la pena di essere vissuta finché c’è speranza, finché è possibile tentare. Accanimento terapeutico? Charlie ha solo dieci mesi di vita. Parlare di accanimento terapeutico sembra solo una scusa per porre fine ad una vita ritenuta inutile. Papa Francesco in questo è stato netto, dichiarando la propria vicinanza a Chris e Connie, manifestando il proprio appoggio alla loro volontà di curare il piccolo finché è possibile. Ma questo non ferma la giustizia britannica che pone ostacoli al trasferimento a Roma.

“Sono stata contattata  – spiega Mariella Enoc, presidente dell’ospedale pediatrico Bambin Gesù – dalla mamma di Charlie. È una donna estremamente determinata e molto decisa, che non vuole cedere di fronte a nulla. L’abbiamo ascoltata con attenzione, ci ha chiesto di provare a verificare la possibilità di una cura per il figlio e i nostri medici e scienziati stanno approfondendo la possibilità. Poi parleranno direttamente con la famiglia”.

Dall’altra parte, la Santa Sede farà tutto il possibile per superare gli ostacoli legali che non consentono il trasferimento del piccolo Charlie Gard al Bambin Gesù. E ci sono, a quanto pare, buone speranze che questo avvenga. Se così non fosse, sarebbe una grave sconfitta nei confronti della vita. Vorrebbe dire che qualsiasi vita ritenuta “inutile” per giudizio di una qualsiasi Corte che si erga in cattedra con in mano la falce, può essere soppressa senza il consenso di chi l’ha generata. Al di là dell’amore. Al di la della speranza.

Aurora Contessi