sabato, Ottobre 31, 2020
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La svista di Boeri sul buco pensioni: gli immigrati non salveranno l’INPS

oggi in tilt il sito inps

Stavolta Tito Boeri, l’altrimenti ottimo Presidente dell’INPS spesso in prima fila nel denunciare lo scandalo delle pensioni d’oro e dei vitalizi garantiti ai politici di tutte le risme, ha perso una ottima occasione per tacere.

Le dichiarazioni rese ieri alla stampa, secondo le quali gli immigrati stanno salvando le pensioni pagate dall’INPS e che senza di loro da qui al 2040 lo Stato dovrebbe sborsare 38 miliardi in più per ripianare il buco pensionistico (d’altronde non una gran cifra se appena si considera che ogni anno l’Erario deve pagare oltre 105 miliardi di euro per tappare le falle nel bilancio INPS, per un totale di più di 2.400 miliardi nel periodo preso in esame) peccano di superficialità e di conformismo buonista relativamente al tema immigrazione.

Infatti i conteggi presentati da Boeri, pur se sicuramente corretti da un punto di vista puramente matematico, non tengono in considerazione anzitutto i costi per i contribuenti rappresentati da decine di migliaia di pensioni di reversibilità pagate ogni mese a mogli extracomunitarie e spesso assai più giovani di ricchi pensionati Italiani deceduti, nonché le ingenti spese collegate ai lavoratori extracomunitari che pagherebbero nei prossimi 24 anni circa 3 miliardi di euro l’anno di contributi (a fronte degli oltre 300 miliardi di euro l’anno che rappresentano l’attuale spesa pensionistica annua dell’INPS, peraltro in continua crescita) a fronte dei circa 1,5 miliardi di euro l’anno percepiti.

I costi pubblici collegati ai citati immigrati – largamente superiori ai presunti benefici – ed occultati nei calcoli dell’INPS riguardano le ingenti spese sanitarie sostenute per gli immigrati stessi e relativi familiari (spesso del tutto esenti dai ticket) nonché i costi relativi alla pubblica istruzione fornita gratuitamente, alle case popolari largamente assegnate agli stessi extracomunitari nonché ad una lunga lista di sussidi e provvidenze statali dovute agli stessi immigrati, ivi comprese le centinaia di migliaia di pensioni ed assegni sociali indebitamente corrisposti ai genitori degli immigrati che falsamente attestano la propria residenza sul territorio nazionale al solo fine di percepire la prestazione non dovuta.

Ma c’è di più: lo spaventoso buco pensionistico, generato da 50 anni di consociativismo di una Prima repubblica che ha sfasciato i conti dello stato introducendo il demenziale sistema previdenziale a ripartizione, autentica truffa basata su una catena di Sant’Antonio, senza capo né coda, va risanato passando ad un sano sistema a CAPITALIZZAZIONE, anziché perpetuato con l’escamotage del ricorso ad immigrati tutt’altro che salvatori della Patria.

Se si vuole salvare l’INPS occorre un drastico taglio alle oltre 950 mila pensioni d’oro e d’argento attualmente in pagamento a fronte delle appena 18 vigenti oggi in Germania: altro che affidare la salvezza ad immigrati o extracomunitari che finirebbero per sfasciare la barca che già affonda.

E’ questa la dura verità che l’ottimo Boeri non ha voluto dire e che gli Italiani debbono conoscere, altro che immigrati salvatori della Patria.

 

                                                                                                          Gianni Brandi

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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