lunedì, Novembre 29, 2021
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Confarigianato Imprese Teramo: “Rilanciamo i Prati di Tivo”

Le strade sono indispensabili per il rilancio della nostra montagna, come sono altrettanto indispensabili le piste da sci e gli impianti di risalite. Gli impianti sciistici dei Prati di Tivo sono rimasti fermi a cinquanta anni fa mentre nel frattempo nascevano quelli di Campo Felice, con una grande varietà di piste: nera, rossa, ecc. per un totale di circa 15, quelle di Ovindoli, di Campo Rotondo, di Passo Lanciano, della Maielletta, Rivisondoli, Campo di Giove, Pescasseroli ecc., tutte localizzate nelle altre provincia della regione Abruzzo.

La CONFARTIGIANATO Imprese Teramo per il tramite del suo Presidente Luciano prof. Di Marzio si fece promotrice, insieme ad altri soggetti, del rilancio della montagna Teramana; furono stanziati 8 miliardi, di cui 4 dalla Camera di Commercio di Teramo, che ha ancora un mutuo in essere per tale stanziamento, e 4 dalla Provincia di Teramo. Le somme furono concesse alla società partecipata Gran Sasso Teramano S.p.a. la quale avrebbe dovuto realizzare una nuova cabinovia che dalla Madonnina arrivasse a Passo Sella oltre agli impianti di risalita sul versante di Campo Pericoli che avrebbero permettere agli sciatori di tornare sci ai piedi ai Prati di Tivo. Vari chilometri di piste necessarie al rilancio dei Prati di Tivo oltre ad una seconda parallela a quella esistente sul versante dei Prati.

Questo era il progetto che avrebbe dovuto realizzare la Gran Sasso Teramano S.p.a.. Il Ns. Presidente Luciano prof. Di Marzio, presente allora in Giunta Camerale, fu messo al corrente, per il tramite di lettere anonime, che gli 8 miliardi di vecchie lire venivano utilizzati per altri scopi e non per la realizzazione del progetto per cui erano stati stanziati. Otto miliardi buttati al vento, utilizzati per l’acquisto di impianti di risalita, che a detta di qualcuno addirittura sarebbero risultati usati, battipista, motoslitte ecc. che sarebbero serviti alla società che si fosse aggiudicata la gara d’appalto per la gestione degli impianti (e che avrebbe dovuto acquistare a sue spese) ma non alla crescita dei Prati di Tivo; ma, nonostante le denunce del Presidente Di Marzio, nessuno si preoccupò di questo sperpero di denaro pubblico.

Solo la CONFARTIGIANATO Imprese Teramo, presente allora in Giunta Camerale, più volte lamentò la cattiva gestione dell’ex Senatore Doriano Di Benedetto ma mai nessuno è intervenuto. Oggi il Presidente della Provincia di Teramo si accorge che ai Prati di Tivo non ci sono impianti adeguati che possono attrarre i turisti.

È ora di fare qualcosa altrimenti la nostra montagna, già moribonda, morirà completamente. Ben venga la strada di collegamento tra l’autostrada A24 e i Prati di Tivo e successivamente si lavori per trovare i finanziamenti necessari a realizzare quel progetto che, nell’indifferenza di tutti, non è stato mai realizzato.