lunedì, Settembre 20, 2021
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Renzi e Letta, stilettate al vetriolo. L’ex premier guarda “Avanti”

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Botta e risposta al vetriolo tra Matteo Renzi ed Enrico Letta. “Nessun golpe, il passaggio fu voluto dalla minoranza Pd”. Così Renzi avrebbe spiegato il suo arrivo a Palazzo Chigi, negando così che si sia trattato di un golpe ai danni di Enrico Letta. “L’idea che si sia trattato di una coltellata alle spalle è una fake news – scrive Renzi – come se Letta fosse stato usurpato di chissà quale investitura democratica o popolare” e invece “l’unica volta in cui Enrico si era candidato alle primarie, nel 2007, aveva raccolto la miseria dell’11% dei voti”.

Il Pd, secondo l’ex premier “ha semplicemente deciso di cambiare cavallo” e Letta, a suo avviso, invece di prendere atto decide “di fare la parte della vittima che funziona sempre in un paese in cui si ha più simpatia per chi non ce la fa che per chi ci prova”.

Questo il commento di rimando: “Disgustato”. Stilettate e polemiche che accendono i riflettori su conflitti e divisioni che non spaventano però Matteo Renzi. “Porterò il mio Pd – dichiara – al 40% e vinceremo le elezioni”. “Avanti”, il libro con cui Renzi riparte dopo la sconfitta del 4 dicembre segna una rottura netta col passato.

E non mancano frecciatine ad un governo “di cui nessuno ricorda niente tranne l’aumento dell’Iva”. Frecciatine che Letta non sembra aver gradito e alle quali ha risposto con un evidente “disgusto” per le “ennesime scomposte provocazioni”. Il libro, 235 pagine, racconta i Mille Giorni di Renzi al governo, ma con un occhio al futuro, che l’ex premier dichiara di aver ripreso in considerazione alla luce “delle 26mila mail” di chi gli diceva di non mollare.

Tuttavia Renzi dichiara apertamente i propri errori: primo fra tutti quello di non aver compreso che il referendum era stato politicizzato per farlo fuori e una narrazione talvolta “più simile al piazzista che allo statista”. Ma, dichiara “quanto si impara dalle sconfitte: i finti amici che se ne vanno, lo sport italiano della discesa del carro, ma anche tante cose che si possono fare”.

l.m.