domenica, Giugno 13, 2021
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Sassari, capotreno aggredita da nigeriani senza biglietto

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Che sia stata vittima di molestia sessuale o meno a questo punto non ha molta importanza. Si tratta in ogni caso di un episodio gravissimo. Che attesta ancora una volta come il personale di Trenitalia e, più in generale, del trasporto pubblico, sia sottoposto a sempre maggiori rischi per possibili aggressioni. Non va quindi lasciato solo. Emblematica la vicenda che ha visto protagonista ieri la capotreno di 55 anni nel tragitto tra Porto Torres e Sassari. Una cosa è certa: chi viene accolto ed ospitato nel nostro Paese deve inderogabilmente rispettare le regole a cui sottostanno tutti i cittadini italiani.

Motivo per cui, se si avvalgono del trasporto pubblico, devono necessariamente acquistare il biglietto e rispettare chi effettua i controlli. La vicenda non ha importanza solo se la capotreno è stata palpeggiata e molestata (eventualità ridimensionata da Trenitalia ma che comunque meriterebbe ulteriori approfondimenti) ma acquista rilevanza in ogni caso perché il fatto accertato è che la donna è stata aggredita verbalmente nel corso del controllo la una decina di immigrati di cui la maggior parte sprovvista di biglietto. E qualcuno, pare, le avrebbe sfiorato il braccio o la gamba. Una vicenda ancora più preoccupante se nemmeno Trenitalia si preoccupa di proteggere i propri dipendenti, che nel servizio di controllo rivestono il ruolo di pubblici ufficiali. La donna non ha ancora sporto denuncia.  Dopo il fatto, la capotreno ha avvertito la Polfer. Non si è fatta visitare in ospedale.

“Non si può continuare così, con i lavoratori dei trasporti in balia dei violenti – dichiara Antonio Piras, segretario generale di categoria Fit-Cisl – Ormai registriamo un episodio di violenza al giorno e le lavoratrici e i lavoratori non possono essere lasciati soli. Chiediamo a Protezione aziendale di Trenitalia un incontro urgente per valutare ulteriori azioni e iniziative da mettere in campo per meglio tutelare l’incolumità fisica del personale di front-line”.

E’ più che chiaro come si stia cercando di sminuire la vicenda alla luce delle recenti tensioni scaturite dal sempre maggior numero di immigrati in ingresso nel nostro Paese. Tuttavia, italiano o straniero, chiunque indulga in comportamenti poco ortodossi non rispettando le regole e lasciandosi andare alla violenza verbale o fisica, va perseguito secondo i termini di legge senza sottostare ai dettami di un buonismo che non produce altro effetto se non quello di instillare la rabbia in chi non contravviene alle norme vigenti e deve subire gli effetti di una politica basata sulla legge dei due pesi e delle due misure.

Lucia Mosca

Redazione
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