martedì, Ottobre 27, 2020
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ULTIMA USCITA di ERDOGAN: TAGLIEREMO LA TESTA ai TRADITORI

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Il presidente Turco Erdogan in occasione del primo anniversario del fallito colpo di stato dello scorso luglio – tuttora avvolto da numerosi dubbi ed interrogativi circa gli effettivi mandanti dell’evento che ha finito per avvantaggiare lo stesso Erdogan – durante un comizio in piazza ha pensato bene di minacciare la decapitazione dei fantomatici traditori ancora a piede libero.

Evidentemente i 250 morti dopo il tentato golpe non sono sembrati sufficienti al Presidente Turco che, non contento di avere ottenuto dall’Unione Europea miliardi di Euro per bloccare la rotta balcanica dei migranti a tutto vantaggio dei paesi mitteleuropei, e di aver minacciato diversi governi continentali rei a suo dire di non aver consentito sul proprio territorio lo svolgimento di comizi a favore del referendum costituzionale assai discutibile che è stato poi approvato per il rotto della cuffia, alza ulteriormente i toni della propria propaganda.

E non va d’altronde dimenticato l’ambiguo atteggiamento del governo Turco sulla lotta al terrorismo islamista in Siria, fra inconsulti abbattimenti di caccia russi, assoluta inerzia di fronte all’assedio di Kobane da parte dell’ISIS a pochi kilometri dal confine Turco, assenza di controlli efficaci sui foreign fighters in transito per il teatro di guerra.

A questo punto l’Unione Europea deve uscire dall’ambiguità e dire forte e chiaro che la Turchia rimane una nazione alleata ed un vicino importante alle porte del Medio Oriente, ma che allo stesso tempo nessuna ipotesi di ingresso in Europa può essere attualmente presa in considerazione.

Per entrare in Europa non si deve tagliare la testa agli oppositori politici, ma si deve combattere senza se e senza ma il terrorismo jihadista, anche se questo fa la guerra al popolo Curdo non gradito ad Erdogan stesso.

L’Europa deve chiedere patti chiari alla Turchia, ed offrire in cambio amicizia lunga: ma nessuna confusione sull’adesione all’Unione Europea può più essere consentita.

Di tagliatori di teste ne abbiamo già abbastanza dopo la comparsa del nefasto califfato nero dell’ISIS, senza dovercene prendere altri più o meno esaltati dentro casa nostra.

 

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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